Matta(edili Cisl): " Quando si inizia a spendere i 2,5 miliardi del patto Regione-Governo firmato nel 2016?

Cagliari, 11 ottobre 2018

“Il rilancio del settore edile è la condizione primaria per creare nuove opportunità occupazionali in Sardegna”. Il segretario generale della Filca-Cisl, Giovanni Matta, richiama partiti, forze politiche e istituzioni a usare la leva dell’edilizia per contrastare la mancanza di lavoro, “prima e sempre più grave emergenza che la Sardegna è chiamata ad affrontare”. Nonostante i continui proclami, tutti improntanti all’ottimismo, il tasso di disoccupazione resta inchiodato al 16,7%, mentre il tasso di occupazione sardo è al 52,1% e resta ben al di sotto del valore medio nazionale 63,2%.
“Occorre una svolta vera e le Istituzioni Regionali sono chiamate a muoversi con decisione per favorire nuovi investimenti orientati alla crescita ed allo sviluppo. Occorre rimettere in moto – dice Matta - il sistema produttivo regionale, e solo con un forte impulso sul fronte delle infrastrutture potranno realizzarsi le condizioni per creare lavoro”.
“Noi, come Filca Cisl della Sardegna, continuiamo a credere – aggiunge il segretario generale - che tali obbiettivi passano, necessariamente, da politiche virtuose orientate a dare nuova vitalità ad un settore, quello delle costruzioni, da sempre considerato trainante nei processi produttivi ed occupazionali. L’edilizia, con la sua capacità anticiclica, ha favorito il rilancio dell’economia delle regioni del Nord Italia che sempre più insistentemente parlano di ripresa in atto, così come ha irrobustito di molti paesi europei, Germania in testa. Purtroppo in Sardegna il settore edile vive una concezione negativa. Da troppi attori, politici, istituzionali, ma non solo da questi, l’attività edile viene considera predatoria a carico dell’ambiente, fortemente erosiva a danno dei suoli, mentre per chi lavora nel settore, imprese e lavoratori, l’appellativo più delicato che viene loro rivolto è quello di cementificatori. Tutto questo nonostante la Sardegna presenti alcuni squilibri sul piano della dotazione infrastrutturale. Fatto 100 l’indice medio nazionale, la nostra regione, terz’ultima in Italia, si ferma a 52, con una provincia, Nuoro, ultima nella graduatoria nazionale delle province”.
Basta percorrere la Sardegna da Nord a Sud per accorgersi che la dotazione viaria, quella ferroviaria solo per citarne alcune, presenta una realtà in forte ritardo. Per non parlare delle infrastrutture sociali, edifici scolastici, ma non solo, quelle del regime idrogeologico tutte in condizione fatiscente. “Per non dire – aggiunge Matta - della rinuncia della classe politica a dotare la Sardegna di una legge innovativa sul fronte del governo del territorio e disciplinare dal punto di vista urbanistico le attività insediative”.
La nuova legge urbanistica “ avrebbe consentito – secondo Matta - lo sblocco di finanziamenti privati, tra tre e cinque miliardi, destinati a realizzare infrastrutture turistiche ma non solo. C’è molto da fare insomma e ci sono risorse che dovrebbero essere spese e che non si spendono. La Filca - dice il segretario generale regionale di categoria - chiede un sussulto di protagonismo alla Giunta e, contestualmente ai progetti Lavoras, perché ponga in essere tutti gli atti, politici ed amministrativi, necessari per sbloccare le risorse destinate alle infrastrutture, specie quelle produttive, ed avviare così un’ inversione di tendenza sul fronte dello sviluppo e del lavoro.
Ogni milione speso in edilizia è in grado di creare sino a 16 posti di lavoro. Il patto Governo -Regione siglato a luglio del 2016 prevedeva 2,5 miliardi per la Sardegna. Quando si inizia a spenderli?”

  






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