Territorio, patrimonio da valorizzare. Intervento del Segretario generale Gavino Carta comparso su" La Nuova Sardegna " del 28 giugno 2018. Cisl Sarda e Legge urbanistica regionale

Cagliari, 28 giugno 2018


Un tesoro da sotterrare o un patrimonio da valorizzare e rendere redditizio? Se pianificazione e gestione del territorio sono parte integrante del modello di sviluppo della Sardegna e di tutte le sue comunità locali, il sindacato non può che preferire la seconda opzione. La Cisl, infatti, considera i 24.000 chilometri quadrati della nostra Isola una delle principali risorse su cui incardinare le linee di crescita e progresso futuro della nostra Regione. Tutto un unico contesto che valorizzi egualmente aree costiere e mare, zone interne, città e tutti quegli attrattori capaci di raccontare al meglio chi siamo e come i Sardi vogliono vivere nella loro terra.
Ciò potrà avvenire se, anche sul finire di questa legislatura regionale, ver-ranno adottati tutti gli strumenti possibili - quindi norme - per garantire integrità, utilizzo armonico e razionale delle risorse naturali e sfruttamento intelligente del bene-terra. Il territorio sardo è depositario di alcuni ele-menti caratteristici che ne fanno un unicum in tutto il contesto geografico mediterraneo. A cominciare da una superficie boscata, che ricopre un sesto dell’intero territorio, con oltre 400mila ettari occupati da essenze autoctone. L’intera popolazione sarda è distribuita su 377 comuni, ciascuno con valori propri, con una specifica identità culturale, abitativa ed edificatoria. Inoltre un patrimonio storico-archeologico unico e incomparabile. Un ambiente incontaminato. Questo mix di elementi, ed altri che per brevità non citiamo, rappresentano i cardini di riferimento di una sapiente strategia per portare la nostra isola fuori dalle secche del non sviluppo. Le mancate bonifiche dei siti industriali inquinati, la presenza di troppe discariche abusive a cielo aperto, l’alterata regimentazione dei suoli ed il conseguente dissesto idrogeologico – crimini naturali ingiustificabili – non devono tradursi in strascichi ideologici paralizzanti. E’ il momento del fare razionale per meglio valorizzare l’ambiente sardo.
Il tema vero di ogni legge riguardante il governo del territorio è costituito dal modello di sviluppo che la Sardegna vorrà approcciare e quali assetti vorrà utilizzare per conseguire una crescita armonica dell’intera regione, per far diventare coste, mare ed aree dell’interno elemento di svolta per realizzare una stagione di crescita sociale della nostra isola. Uno sviluppo che mentre si apre al mondo tiene conto delle condizioni umane presenti, delle attese e delle speranze di un popolo, del bisogno di lavoro per oggi e per il futuro. Senza trascurare nessuna ragione finalizzata alla tutela del bene comune rappresentato dal territorio in tutti i suoi aspetti, la legge in cantiere deve valorizzare e premiare la volontà dei Sardi di stare sul loro suolo, nelle mini-regioni storico-geografiche come si sono evolute nel tempo, e di presidiarlo, prioritaria condizione per difendere l’ambiente e le sue peculiarità.
Il vero governo del territorio regionale richiede norme di lungo respiro e una progettualità non ferma al contingente - al “si può” e “non si può” di oggi – ma proiettata su uno spazio di almeno 30 anni. Con tutta la prudenza necessaria. Perciò limiti all’utilizzo del territorio, ma contestualmente offrendo certezze a chi vuole investire e a chi intende realizzare nuove intraprese, garantendo tempi certi nell’istruttoria delle pratiche.
La legge deve prevedere, nel lungo periodo, una programmazione dal basso dell’uso del territorio, evitando cambi di rotta dannosi e contrari allo spirito che anima le azioni di tutela ambientale. Con un protagonismo dei comuni richiesto dall’originalità della loro storia.
Un protagonismo locale da non mortificare con un eccesso di burocrazia. E’ compito della Regione svolgere un ruolo dinamico a supporto dei Co-muni e degli inter-comuni, non tutti tecnicamente e professionalmente at-trezzati per trasformare le risorse territoriali, culturali, ambientali, paesag-gistiche – il loro territorio – in un volano di sviluppo .
Gavino Carta
Segretario generale Cisl Sardegna