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NEWS LAVORO Bonanni: "I sindacati non possono essere solo comparse su materie cosi' delicate. Il Governo dia delle risposte"
Cagliari, 30 gennaio 2012 Leggi tutto "Ci sono alcuni intenti per fare diventare una notizia un fatto che ancora non c'e'. E' il solito sistema per costruire eventi spingendo con azioni virtuali. Mi dispiace che il governo non faccia nulla per smentire questo e inquina il clima su una materia delicata gettando scompiglio e confusione". Cosi' il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ospite a "La telefonata" di Maurizio Belpietro, sulla possibilita' di togliere l'art.18 per tutti i nuovi assunti. "Il governo - ha aggiunto Bonanni - non ha bisogno di confusione perche' vive dell'appoggio parlamentare e delle parti sociali che fanno la loro parte e non possono essere solo comparse su materie cosi' delicate. Questa ipotesi non risulta nella discussione con il governo e non va bene. Prima ci vuole la proposta, in coerenza con il clima di cooperazione. Il governo dice di volere agevolare l'occupazione, noi unitariamente abbiamo fatto delle proposte che poi sono anche quelle delle imprese, quindi prima dovrebbe dare delle risposte". L'occupazione giovanile non si aumenta "con sistemi che provocano il tanto peggio tanto meglio o con il mal comune mezzo gaudio" - ha precisato. Il Segretario della Cisl ha inoltre insistito sulla necessità di far funzionare ancora di più la cig. "I contratti di solidarietà e la cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga hanno funzionato" - ha ricordato. Per quella in deroga - ha osservato - si puo' procedere con il pagamento di contribuzioni assicurative. Non vorrei che qualcuno invece che guardare ai lavoratori guardi al proprio modellino perchè deve restare nella storia. Dico che ogni volta che ci sono occasioni per migliorare le situazioni spunta sempre qualcuno che vuole restare nella storia. Ma la storia deve riguardare milioni di persone in un momento così delicato e preoccupante".
Infine in merito ai rapporti con la Cgil, Bonanni ha spiegato: "Sui temi del lavoro c'è forte convergenza tra i sindacati, che però "non è un'operazione di facciata solo sindacale" perchè "riguarda anche gli imprenditori". E sulle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha promesso di stupire le parti sociali, il numero uno della Cisl ha dichiarato: "Siccome non credo che sia un teatro che ha bisogno di coup de thèâtre, il problema dello stupore spero appartenga al fatto che tanto sarà l'equilibrio, tanta la saggezza e l'attenzione verso tutti i soggetti che devono avere tranquillità che davvero ci stupiremo tutti. Una volta tanto non ci saranno soggetti vari che si prendono a legnate".
SARDEGNA
Oltre 6.000 le richieste di sussidio straordinario presentate alla Regione. Medde: "Servono nuove politiche attive del lavoro"
Cagliari, 30 gennaio 2012 Leggi tutto Oltre 6.000 richieste di sussidio straordinario presentate all'assessorato del lavoro e che si aggiungono ai 100.000 lavoratori e disoccupati che già usufruiscono di tutta la varietà degli ammortizzatori sociali.
"Purtroppo - spiega in una nota il Segretario generale della Cisl Sardegna, Mario Medde - non accedono all'utilizzo di questi strumenti quanti, pur senza lavoro, non hanno ancora avuto la fortuna di un'occasione di lavoro, circa 94.000 e soprattutto giovani fino ai 35 anni. Anche il dato sui sussidi straordinari - prosegue Medde - attesta la condizione di vera indigenza in cui versano migliaia di famiglie sarde. Si è di fronte a un dramma personale e collettivo che deve essere immediatamente affrontato con strumenti ordinari e straordinari, ma sul quale sarà possibile incidere in profondità solo mettendo in campo un vero piano pluriennale per il lavoro e contro la povertà; in attesa, visti i lunghi tempi della reces-sione, di una nuova fase di crescita economica anche in Sardegna. La molteplicità degli strumenti assistenziali, ivi compresi quelli finanziati attraverso i fondi trasferiti ai Comuni e gestiti dagli uffici di assistenza sociale, e di integrazione del reddito così ampiamente diffusi anche in Sardegna, riguardano ormai non meno di 150.000 persone in tutta l'Isola".
Per il segretario regionale "si tratta di interventi indispensabili che evitano situazioni di povertà simile a quella dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo, e che dunque vanno rafforzati e razionalizzati con verifiche costanti da parte delle istituzioni locali e regionali. Nel contempo, però, è indispensabile evitare la cristallizzazione di questa situazione con una programmazione, da parte della Regione e dello Stato, di interventi utili a collegare le misure assistenziali e di integrazione del reddito con la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e il reimpiego. Questo sarà possibile solo promuovendo nuove politiche attive del lavoro e rimuo-vendo le diseconomie, soprattutto in campo infrastrutturale, che condizionano pesan-temente le imprese e lo sviluppo dell'Isola. Stanno in questi dati - conclude Medde - le ragioni della sollecitazione del sindacato alla Giunta regionale e all'intera politica sarda e le motivazioni della fiaccolata che si svolgerà il 10 febbraio in preparazione dello sciopero dei settori produttivi previsto per il 9 marzo".
LAVORO
Bonanni: "Più che la forma conta la sostanza. Il governo punti a un patto per la coesione sociale" Cagliari, 03 gennaio 2012 Leggi tutto Ufficio Stampa- 3 gennaio 2012- "Al di là della forma, per la Cisl conta la sostanza. Se il Governo vuole avviare una fase esplorativa propedeutica ad un negoziato vero, la Cisl non si sottrarrà come sempre a questo confronto. Più degli altri, non bisogna avere paura di se stessi in una trattativa sindacale." E' quanto ha dichiarato il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Non serve a nessuno introdurre nel dibattito, elementi polemici di divisione che fanno riferimento all'azione del precedente Governo, con il quale, tra l'altro, il sindacato, per quanto ci riguarda, ha sempre dialogato ed ha ottenuto risultati concreti. Lasciamo stare il passato. Il problema è con quale spirito il Governo Monti intenda ora muoversi nel rapporto con le parti sociali. Se l'obiettivo della fase due è la crescita, solo attraverso un patto sociale si potranno individuare gli strumenti, le risorse e le responsabilità reciproche per raggiungere questo obiettivo. Sono tante le questioni da affrontare sulle quali è opportuno un confronto aperto e costruttivo tra governo, sindacati ed imprese. La concertazione rimane per la Cisl la strada maestra per rafforzare il ruolo del Governo Monti in Europa e per la necessaria coesione sociale così indispensabile in questa fase difficile della vita del nostro paese".
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