ANNO XXX - NUMERO 04
15 febbraio 2012
dies 20
Una nuova regione e un nuovo patto con lo Stato per
promuovere lo sviluppo e il lavoro nell’isola
dies 21
dies 22
Lettera aperta dei Segretari generali
Cgil Cisl Uil Sardegna al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano
dies 23
Alcoa.
I sindacati dopo le promesse del tavolo ministeriale attendono fatti negli impianti
di Portovesme
dies 24
Ritardi nella sottoscrizione delle
singole intese aziendali per la liquidazione dei sussidi a 15 mila lavoratori
ammessi agli ammortizzatori in deroga.
dies 25
Iniziativa
delle donne contro le dimissioni in bianco. Il 23 febbraio manifestazioni in
tutta l’Italia
Una nuova regione e un nuovo patto con lo Stato per
promuovere lo sviluppo e il lavoro nell’isola (dies
20/2012)
CAGLIARI - Rivedere
la forma di Regione per promuovere sviluppo e occupazione. «È illusorio pensare
– scrive il segretario generale della Cisl, Mario Medde - che la sola manutenzione
della Regione, attraverso una nuova legge statutaria (forma di governo,
rapporto esecutivo-legislativo, modalità della partecipazione dei cittadini,
ineleggibilità e incompatibilità, conflitto d’interessi, riforma degli
assessorati) e con una nuova legge elettorale, possa incidere positivamente e
in termini duraturi sul rapporto politica-istituzioni-cittadini,
sull’inefficienza della Regione, sul rapporto con lo Stato e l’Unione europea».
I problemi da affrontare riguardano, infatti, il
riconoscimento del diritto al lavoro come valore primario rimuovendo prima di
tutto le diseconomie esterne al processo produttivo che ostacolano il
radicamento e rafforzamento delle intraprese nell’Isola, l’autonomia
finanziaria della Regione, il riconoscimento dello status di insularità e la
rimozione dei vincoli che impediscono il progresso economico e sociale
dell’Isola, la valorizzazione dell’insularità come dimensione positiva,
l’affermazione dell’autogoverno attraverso un nuovo Patto costituzionale tra
Stato e Regione, un nuovo modello di democrazia che realizzi il federalismo
interno e il superamento dell’obsoleto modello statuale della Regione.
Per il segretario
generale della Cisl è dunque urgente avviare le necessarie politiche e rendersi
conto che lo Stato prende dalla Sardegna molte più risorse finanziarie di
quanto trasferisce, e non si cura, su più versanti, di promuovere le pari
opportunità rispetto alle altre Regioni. Inoltre
«Sono due aspetti strutturali dell’attuale questione
sarda che – dice Medde - bisogna affrontare con la riflessione e l’iniziativa
politica. Ferma restando, ovviamente, la valutazione sulla capacità di governo,
sulle scelte politiche e sulla qualità delle iniziative legislative sia della
Giunta regionale che del Governo nazionale».
Nello scenario di profonda crisi produttiva,
istituzionale e politica, che coinvolge Stato e Regione, è urgente evitare che
le rappresentanze politiche e istituzionali rischino di ristagnare nella mera
sopravvivenza senza un disegno di cambiamento delle condizioni di vita e di
lavoro dei sardi. Il pericolo, infatti, è che l’interesse collettivo venga
subordinato all’istinto di sopravvivenza e alla rendita di posizione.
Una strategia di alto profilo che, nel promuovere il
cambiamento, riformi anche positivamente il rapporto con i cittadini, dovrebbe
prevedere la ridefinizione della forma di Regione, intendendola come «forma di
stato», e affrontando contestualmente tre questioni: rapporto tra
«Solo una nuova fase, attraverso l’assemblea costituente
del popolo sardo, può avviare – secondo il sindacalista - un processo di reale
cambiamento e incidere sui nostri vincoli e ritardi, sul nuovo rapporto con lo
Stato, sul rilancio dell’azione della rappresentanza politica. Ecco perché,
statuto e legge statutaria sono inscindibili, e costituiscono un tutto unico
organico, indipendentemente dal fatto che i contenuti della seconda siano stati
decostituzionalizzati e affidati alle scelte del legislatore regionale».
CAGLIARI - Il trend 2007-2011, così come viene descritto sul “Sole- 24 ore” di lunedì 13 febbraio,
relativamente all’impatto di cinque anni di crisi finanziaria, economica , industriale
e di fiducia, rappresenta una Sardegna che, purtroppo, non corrisponde alla
situazione vera in cui versano imprese e lavoratori. La combinazione
esclusivamente matematica di alcuni rilevanti indicatori economici fotografa
una regione ben diversa da quella reale.
«Illuminanti
in proposito – si legge in una nota della segreteria regionale Cisl - le
classifiche riguardanti gli indicatori “
Propensione all’export” e “Grado di apertura commerciale”, che attribuiscono
alla Sardegna le prime posizioni. Come a tutti è noto, le due graduatorie
rinviano a una questione più che conosciuta nell’isola, cioè l’incidenza enorme
sull’esportazione dei lavorati petroliferi (Saras), senza i quali la
propensione della Sardegna all’export si ridurrebbe notevolmente. Di contro,
l’enorme ricorso dell’isola all’importazione, quindi il notevole livello di dipendenza
economica dall’esterno, anche sul versante agroalimentare.
Quanto
poi all’indicatore “Sofferenze su crediti
imprese”, il giornale della Confindustria – secondo
Un
indice sintetico 2007-2011 più rispondente alla realtà dei fatti avrebbe dovuto
considerare anche altri indicatori: tasso di disoccupazione giovanile, fenomeno
dello scoraggiamento, ricerca lavoro, indice di povertà. Ne sarebbe risultato
un quadro, purtroppo diverso, sicuramente bisognoso di ulteriori interventi da
parte di Governo nazionale, Regione e imprese per cambiare una situazione
socio-economica ancora di grave emergenza.
Lettera aperta dei Segretari generali
Cgil Cisl Uil Sardegna al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano
(dies 22/2012)
CAGLIARI – I segretari generali
di Cgil, Cisl e Uil della Sardegna – Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca
– sabato 11 febbraio hanno scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica
per esporgli la gravità della situazione socio economica dell’isola e
chiedergli un incontro in occasione della visita del Capo dello Stato
nell’isola nei giorni 20 e 21 febbraio. Di seguito il testo integrale della
lettera.
Ill.mo Sig. Presidente,
Abbiamo già avuto modo, immediatamente
dopo lo sciopero generale dell’11 novembre 2011, di indirizzarLe una richiesta
d’incontro a fronte della gravissima situazione economica e sociale in cui
versava
Ora, la situazione del lavoro e delle
tutele sociali nella nostra regione si è fatta ancora più difficile per la
crisi produttiva industriale e per le note diseconomie che storicamente affliggono
La povertà è un fenomeno che riguarda
circa 350 mila persone su 1.650.000 abitanti e la disoccupazione reale,
compreso lo scoraggiamento nella ricerca del lavoro, è a livelli che superano
il 22%. Soprattutto i giovani e quanti vengono espulsi dalla produzione non
hanno possibilità reali di trovare un’occupazione o una ricollocazione in un
mercato del lavoro asfittico.
Anche ieri 10 febbraio Cgil, Cisl, Uil,
Acli, Coldiretti e Pastorale del lavoro, dopo lo sciopero generale dell’11
novembre 2011, hanno voluto evidenziare con una fiaccolata a Cagliari l’urgenza
di un piano straordinario per il lavoro e di un programma pluriennale contro la
povertà.
Il 9 marzo prossimo si terrà in Sardegna
una mobilitazione generale dei settori produttivi e dei servizi a rete per
chiedere allo Stato di onorare il debito contratto nei confronti della
Sardegna, garantendo i trasferimenti erariali e tributari che negli anni non ha
avuto ancora modo di trasferire compiutamente, e di assicurare le pari
opportunità, a partire da uno status di insularità che, se non riconosciuto,
penalizza la mobilità delle persone e delle merci e provoca un costo energetico
che allontana sempre di più le intraprese dall’isola.
E’ sicuramente necessario che la
politica sarda diventi più efficace ed efficiente, ma contestualmente è
altrettanto urgente che i diritti dei Sardi non vengano rimossi.
Per questi motivi, considerata
Distinti saluti.
I segretari generali Cgil, Cisl, Uil
Alcoa.
I sindacati dopo le promesse del tavolo ministeriale attendono fatti negli impianti
di Portovesme (dies 23/2012)
CAGLIARI – Vicenda Alcoa ancora da chiare in molti aspetti,
soprattutto quelli che riguardano la futura proprietà e le condizioni perché i
nuovi acquirenti si sentano legati da un legame di vantaggi economici con il
territorio. «Per adesso – dice il segretario regionale Giovanni Matta – il
quadro delineato dal Ministero per lo Sviluppo economico è ancora in chiaroscuro.
Il Governo ha preso l’impegno forte di chiedere ad Alcoa di recedere dalla
messa in mobilità dei lavoratori, il ritiro delle lettere di licenziamento e garantire
il passaggio di proprietà mantenendo in efficienza gli impianti. Da parte sua
il Governo si è fatto carico di intervenire sui fattori di contesto (trasporti
e in particolare energia) con la proroga del decreto di due anni fa
sull’abbattimento del costo energetico e, sul lungo periodo, a favorire il
passaggio di una delle centrali del Sulcis alle imprese energivore del territorio».
Ora
il tavolo con Alcoa dovrà chiarire se l’azienda intende recedere concretamente
dal proposito di fermare gli impianti. In quell’occasione la multinazionale
americana dovrà altresì confermare il modo in cui intende garantire il futuro
delle lavorazioni dell’alluminio nel territorio di Portovesme.
«Scontata
la scelta di Alcoa di abbandonare le produzioni in Italia, l’unico strumento
per garantire ai lavoratori certezza occupativa – precisa Matta - è il passaggio
morbido dall’attuale compagine imprenditoriale al nuovo soggetto che vorrà
acquisire la gestione degli impianti».
«
Ritardi nella sottoscrizione delle
singole intese aziendali per la liquidazione dei sussidi a 15 mila lavoratori
ammessi agli ammortizzatori in deroga.
CAGLIARI – Il segretario regionale della Cisl per le attività
produttive, Giovanni Matta, nei giorni scorsi ha preso posizione contro i
ritardi della Regione nella sottoscrizione delle singole intese aziendali,
passaggio obbligato per trasmettere all’INPS le determinazioni necessarie alla
liquidazione dei sussidi ai lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali.
«Si era partiti bene - dice Matta - il 22 dicembre scorso, con la firma
dell’accordo Regione- Sindacati per il rinnovo degli ammortizzatori in deroga
per il 2012. Poi 45 giorni di silenzio. Più si tarda nell’apertura dei tavoli a
5 ( Assessorato del Lavoro, Sindacati, Azienda, Ufficio regionale del Lavoro e
Inps) e maggiori saranno i disagi di 15.000 lavoratori aventi diritto, dipendenti
da oltre 1100 aziende in stato di crisi dichiarata».
Secondo
il sindacato vi è sicuramente un problema di rafforzamento delle strutture
operative dell’Assessorato del Lavoro, certo insufficienti a far fronte in
poche settimane a un superlavoro, che, tuttavia, non può essere rinviato nel
tempo. L’indennizzo mensile per molti lavoratori alla terza-quarta-quinta
proroga, quindi ormai pari a poco più di 400 euro, rappresenta l’unica fonte di
reddito familiare.
«
Iniziativa
delle donne contro le dimissioni in bianco. Il 23 febbraio manifestazioni in
tutta l’Italia (dies 25/2012)
CAGLIARI - Si è svolto il 7 febbraio scorso il previsto
incontro richiesto dalle 14 donne promotrici dell'appello 188 firme per il
ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco. Donne diverse per
cultura politica e collocazione lavorativa, unite dalla convinzione del grande
valore dello spirito di quella legge. «Nell'incontro –hanno detto le promotrici
dell’iniziativa - abbiamo ribadito l'urgenza del ripristino di una procedura
semplice e priva di costi per impedire che alle persone al momento
dell'assunzione venga fatta firmare una lettera di finte dimissioni volontarie da
utilizzare quando quelle persone incorrano in un infortunio, un incidente o non
siano più gradite oppure quelle donne inizino una gravidanza. Infatti le
dimissioni in bianco sono una pratica medievale, non degna di un paese civile,
utilizzata non solo ma anche nei confronti delle giovani madri-native e
migranti. La cancellazione della legge fa sì che oggi non ci sia uno strumento
di contrasto efficace e preventivo dell'abuso. Anche per questo in questi tre
anni e mezzo non abbiamo mai smesso di chiederne il ripristino. L'efficacia
della legge, la sua semplicità, il suo valore simbolico, ci hanno fatto
chiedere alla Fornero di favorire la ricerca di una soluzione in tempi brevi».
Il Ministro del Lavoro e delle pari opportunità nel corso dell'incontro, ha espresso
la consapevolezza del problema e la volontà di affrontarlo con una soluzione adeguata.
« A nostro avviso – dicono le firmatarie dell’iniziativa - esiste l'urgenza di
impedire l'abuso delle dimissioni, per garantire i diritti delle persone e le
imprese che rispettano le regole». Per sostenere tale urgenza il 23 febbraio ci
saranno iniziative in tutta Italia ed una Conferenza stampa a Roma.
L’iniziativa è stata presa da Roberta Agostini, Ritanna Armeni, Giovanna Casadio,
Titti Di Salvo, Mariella Gramaglia, Raffaella Lamberti, Maria Pia Mannino,
Marisa Nicchi, Liliana Ocmin, Anna Rea, Serena Sorrentino, Soana Tortora, Laura
Trezza, Sara Ventroni.