ANNO XXVIII - NUMERO 33

13 dicembre 2010

 

 

 

dies 227

Vertenza entrate. Il 17 dicembre 2010 e il 21 gennaio 2011 Cgil Cisl Uil di nuovo in piazza

 

dies 228

La situazione della Sanità in Sardegna: la riforma del Ministro e le proposte dei sindacati

 

 

dies 229

Medde (Cisl): «Aumento delle entrate e parametrazione dei costi dell’insularità precondizioni per contrastare la crisi»

 

 

dies 230

Da gennaio 2011 perequazione automatica delle pensioni in base alla variazione dell’indice Istat del costo della vita

 

 

dies 231

L'accordo bilaterale Adiconsum-Agos Ducato implementa la tutela del consumatore: accanto all'impegno per la prevenzione del sovra-indebitamento delle famiglie, istituita anche una Commissione di Conciliazione in caso di contenzioso

 

 

dies 232

Diminuisce l’occupazione e aumentano gli infortuni sul lavoro. Nota della Cisl territoriale di Cagliari

 

 

dies 233

Fnp Oristano. Anche i pensionati potranno chiedere il risarcimento danno per i contratti a tempo determinato stipulati dall’amministrazione scolastica pur in presenza di permanenti esigenze lavorative

 

 

 


Vertenza entrate. Il 17 dicembre 2010 e il 21 gennaio 2011 Cgil Cisl Uil di nuovo in piazza     (dies 227/2010)

 

Cagliari – Prima un sit-in – il 17 dicembre 2010 - dei gruppi dirigenti e dei delegati davanti al Consiglio regionale, poi, il 21 gennaio 2011, una grande manifestazione di popolo  a Cagliari. E’ la risposta delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil alla mancata rinegoziazione del Patto di stabilità. «Aveva ragione il sindacato – dicono i segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca -  nel sollecitare alla Regione iniziative adeguate alla gravità dei problemi. Infatti, la loro mancata risoluzione comporta oggi pesanti difficoltà per rilanciare lo sviluppo e il lavoro in Sardegna».

Ora ci si trova di fronte ad una situazione sociale drammatica e a una crisi produttiva senza precedenti, ma con risorse finanziarie del tutto insufficienti e con una capacità di spesa della Regione ridotta a zero.

«A fronte di tutto ciò – aggiungono i tre sindacalisti - il dibattito in Consiglio regionale, relativamente alla manovra finanziaria per il 2011, dimostra quanto dirompente sia per chi vuole seriamente programmare lo sviluppo l’assenza di risorse finanziarie dovute dallo Stato alla Regione e ad oggi negate. Appare dunque non solo impraticabile ma per niente condivisibile distogliere risorse finanziarie dal bilancio regionale per sostituirsi agli impegni disattesi dallo Stato».

Per questi motivi, anche di fronte ad un’insufficienza delle azioni messe in campo dalla Regione, CGIL CISL UIL della Sardegna hanno deciso, in continuità con la manifestazione del 25 settembre 2010 a Oristano e con l’incontro del 3 dicembre tra segreterie regionali, Parlamentari e Capi gruppo in Consiglio regionale, di avviare la mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati organizzando un sit-in dei gruppi dirigenti e dei delegati presso il Consiglio regionale per il giorno 17 dicembre 2010 con inizio alle ore 10 e una grande manifestazione di popolo da tenersi a Cagliari il 21 gennaio 2011. Il sit-in del 17 dicembre prevede una conferenza stampa, proprio di fronte al palazzo del Consiglio, e l’incontro con i Capi gruppo.

 

 

La situazione della Sanità in Sardegna: la riforma del Ministro e le proposte dei sindacati     (dies 228/2010)

Cagliari - «Anche il Ministro Fazio e l’Assessore Liori si sono accorti che la sanità sarda va riformata». E’ stato questo il primo commento dei responsabili di Cgil, Cisl e Uil udite le dichiarazioni del Ministro Fazio, in Sardegna per partecipare agli stati generali della sanità convocati dalla Regione il 6 dicembre scorso. Anche il ministro ha parlato della necessità di una riforma, peraltro «sentita e da anni ripetutamente, e purtroppo inutilmente, sollecitata da Cgil, Cisl e Uil per migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari-assistenziali ai cittadini», hanno detto Marinora Debiase (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Francesca Ticca (Uil).

«Nel blitz cagliaritano il Ministro ha indicato – hanno scritto in una nota le segreterie regionali - alcuni punti fissi della riforma prossima ventura, già proposti - per la maggior parte – dal sindacato, che su questi argomenti chiede da mesi all’assessore Liori un confronto a tutto campo per adeguare la riforma alle situazioni territoriali. L’assessore della Sanità deve, infatti, prendere atto che il nuovo disegno riformatore della sanità sarda non può non passare – come prevede l’accordo Giunta-Sindacati del 4 giugno 2010 - attraverso un necessario e puntuale dialogo con i sindacati, portatori delle esigenze e proposte di migliaia di addetti del settore e dei bisogni della popolazione, lavoratori e pensionati. Scorciatoie, fughe in avanti e mettere Cgil, Cisl e Uil davanti al fatto compiuto non sono minimamente immaginabili».

 

Medde (Cisl): «Aumento delle entrate e parametrazione dei costi dell’insularità precondizioni per contrastare la crisi»   (dies 229/2010)

 

Cagliari - Sono più di 100.000 i lavoratori sardi che utilizzano tutte le varietà degli ammortizzatori sociali previsti dalle leggi nazionali; quasi 1/5 della forza lavoro dell’Isola. Sono invece 50.000 circa i giovani sardi in età lavorativa, inoccupati, e privi di qualsiasi copertura e tutela normativa. E’ questo uno spaccato drammatico della questione sociale della Sardegna.

La lunga crisi produttiva e la recessione economica hanno inoltre reso ancora più difficile la condizione di vita dei lavoratori coinvolti nelle difficoltà delle aziende, e protagonisti di mille vertenze con proteste quasi quotidiane in tutti i territori e nello stesso capoluogo di fronte ai palazzi della Regione.

In un contesto sociale ed economico così complicato, anche per la dimensione internazionale della crisi, la Regione Sardegna - secondo il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde - se vuole essere realmente efficace nel contrastare la crisi, deve affrontare e risolvere due priorità: l’aumento delle entrate, con il pagamento di quanto è dovuto dallo Stato alla Regione, e il riconoscimento e parametrazione di principio e dei costi dell’insularità, l’aumento della capacità di spesa della Regione attraverso la rinegoziazione del patto di stabilità, la qualificazione della spesa e l’eliminazione dei residui passivi».

Sono queste le precondizioni necessarie perché l’Isola possa contrastare positivamente gli effetti della crisi e contribuire a promuovere una nuova fase di crescita economica e sociale. «Il sindacato – precisa Medde - è unitariamente impegnato a sollecitare la politica sarda e nazionale al rispetto degli impegni assunti e a prestare migliore attenzione alla promozione del lavoro e all’aumento della ricchezza collettiva»

 

 

Da gennaio 2011 perequazione automatica delle pensioni in base alla variazione dell’indice Istat del costo della vita                  (dies 230/2010)

 

Cagliari - La Federazione pensionati della Cisl precisa in una nota l'entità dei nuovi assegni che saranno in vigore dal prossimo 1° gennaio. I calcoli sono stati effettuati a seguito del decreto ministeriale relativo alla perequazione automatica delle pensioni (G.U. 279/27 novembre 2010) che conferma il valore + 0,7 e cioè il dato percentuale ricavato in base alla variazione dell'indice Istat del costo-vita, risultato pari al + 1,4 per cento.

I nuovi trattamenti dunque (salvo conguagli da calcolare per il 2012) faranno registrare le seguenti modifiche.

 

Trattamento minimo ed incrementi:

·        trattamento minimo: € 467,42;

·        trattamento minimo con incremento di cui all'art. 38 della L. 448/01: € 591,87

·        Trattamento minimo più incremento di cui alla L. 127/2007 art. 5, comma 5: € 603,87

 

Pensioni superiori al minimo:

·        le pensioni di importo fino a tre volte il minimo (€ 1.382,91) avranno un aumento dell'1,4%, pari al 100% della variazione;

·        le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo e fino a 5 volte il minimo (€ 2.304,85) fruiranno dell'1,26% (90% di 1,4);

·        i trattamenti di importo superiore ad € 2.304,85 avranno l'aumento dell'1,05% (pari al 75% di 1,4).

 

Trattamenti assistenziali:

·        pensione sociale € 343,89;

·        assegno sociale € 417,28.

«Per le pensioni con Indennità Integrativa speciale separata, la percentuale di variazione viene determinata sull'indennità stessa e sulla pensione». E' la precisazione del Segretario nazionale Fnp Mario Menditto. «La somma aggiuntiva (cosiddetta quattordicesima), - aggiunge il sindacalista - introdotta a regime dalla L. 127/07, non è perequabile; rimane pertanto invariata nel suo importo; l'incremento della perequazione, incidendo sul trattamento minimo, determina invece un aumento del limite di reddito utile ad ottenerlo, che rimane stabilito per il 2010, in via definitiva, in € 9.114,00, salvo norma di salvaguardia. Infine per i pensionati il cui assegno è di importo superiore a 3 volte il minimo (1.382,92) e fino a 5 volte (2.304,85), con il 31 dicembre scadrà l'applicazione del 100% della variazione sopra riportata. Tale disparità di trattamento -conclude Menditto - è motivo di una rivendicazione su cui la Fnp insiste e su cui continuerà a premere anche nel prossimo anno»

 

 

L'accordo bilaterale Adiconsum-Agos Ducato implementa la tutela del consumatore: accanto all'impegno per la prevenzione del sovra-indebitamento delle famiglie, istituita anche una Commissione di Conciliazione in caso di contenzioso    (dies 231/2010).

 

Cagliari - A un anno dalla sua nascita, è stato recentemente rinnovato ed innovato il Protocollo d'Intesa siglato da Adiconsum e Agos Ducato con lo scopo di rafforzare il diritto all'informazione e la difesa del consumatore. Tra i capisaldi di questo importante accordo bilaterale emerge l'impegno in campo di prevenzione del sovra-indebitamento, unitamente all'impegno nel garantire un adeguato accesso e grado qualitativo delle informazioni ai consumatori.

Un'importante novità introdotta dal nuovo Accordo Bilaterale consiste nella creazione di un'apposita Commissione di Conciliazione composta, pariteticamente, da Adiconsum e Agos Ducato e finalizzata a prevenire l'insorgere di controversie con i consumatori, agevolando la risoluzione di eventuale contenzioso in via conciliativa paritetica e stragiudiziale.

Attraverso il potenziamento del Protocollo d'Intesa, Adiconsum e Agos Ducato riconfermano il proprio impegno a una collaborazione continuativa e costante, allo scopo di individuare le forme di tutela più idonee a garantire l'effettività dei diritti dei consumatori e di partecipare attivamente allo sviluppo del dialogo sociale, affinché siano analizzati e approfonditi i percorsi di armonizzazione delle normative legislative. Inoltre, attraverso la costituzione di un Osservatorio Paritetico Nazionale per il rilevamento e il monitoraggio del settore, sarà possibile individuare obiettivi e realizzare tutte le iniziative oggetto dell'accordo, anche coordinando indagini e rilevazioni dati, elaborando stime e proiezioni.

 

 

Diminuisce l’occupazione e aumentano gli infortuni sul lavoro. Nota della Cisl territoriale di Cagliari           (dies 232/2010)

 

Cagliari - Nei giorni scorsi, l’INAIL ha presentato, ufficialmente, l’annuale rapporto regionale sugli infortuni sul lavoro. Il rapporto conferma le valutazioni che la CISL aveva già fatto.

Il dato più eclatante è il seguente: nel 2009 in Sardegna gli infortuni mortali sono passati da 28 (nel 2008) a 40, in controtendenza con quanto accaduto a livello nazionale (da 1078 a 1021). Mentre dunque in Italia i morti sul lavoro sono diminuiti di 57 (- 5%), in Sardegna sono aumentati di 12, in termini assoluti e del 43% in termini percentuali. Dei casi mortali però solo 7 sono accaduti in ambiente di lavoro ordinario, 9 in itinere, nel tragitto casa lavoro, e ben 24 nella circolazione stradale. E’ vero che è diminuito il numero degli infortuni sul lavoro in genere, passato da 17966 a 16682 (- 7,2%), ma in campo nazionale la diminuzione percentuale è stata di quasi il 10%. Aumenta anche il numero delle malattie professionali: 1214 casi nel 2008 diventati 1792 nel 2009.

Lo stesso rapporto INAIL fa notare che il tasso di disoccupazione in Sardegna è ben superiore a quello nazionale (è stimato nel 2009 al 13,3%), che diminuiscono gli occupati in generale da 611000 a 592000, soprattutto nei settori industria (da 128.000 a 122.000) e agricoltura (da 38.000 a 34.000), cioè quelli più a rischio di infortunio sul lavoro.

Insomma diminuisce l’occupazione ma aumentano gli infortuni, almeno quelli gravi: c’è da allarmarsi.

 

Provincia di Cagliari

L’andamento degli infortuni nella nuova provincia di Cagliari non si discosta da quello regionale. Sono 7745 quelli registrati (contro 8202 del 2008) ma i mortali sono 13, dei quali 12 nell’industria e servizi e 1 nell’agricoltura. Però è da osservare che di questi incidenti mortali, 4 sono accaduti in itinere e 7 sono stradali (stradale è quello che si verifica nella pubblica via e causato da circolazione stradale, indipendentemente dal fatto che si tratti di infortunio occorso nell'esercizio di un'attività lavorativa o in itinere). Nel 2008 il totale degli infortuni mortali era uguale (13) ma comprendeva anche quelli delle province Sulcis e Medio Campidano, da quest’anno scorporate nella statistica. Di fatto dal dato complessivo, si evince un aumento di casi mortali pari al 23%.

Del resto questi numeri non possono destare sorpresa anche perché è ben noto che, quando la situazione economica peggiora, tagli e risparmi spesso colpiscono le tutele dei lavoratori e aumenta il lavoro nero o irregolare. In occasione dell’audizione che il sindacato cagliaritano ha avuto l’anno scorso con la Commissione senatoriale d’inchiesta sulla morte dei tre operai di una ditta d’appalto della SARAS, avevamo avuto modo di presentare un promemoria che evidenziava i problemi. A distanza di un anno, non solo non si registra alcun miglioramento, ma i morti aumentano.

Si fa un grande rumore solo se l’incidente avviene in una grande fabbrica e non anche se accade nelle miriadi di piccole aziende che sono il cuore pulsante della Sardegna e della provincia di Cagliari o nel tragitto casa lavoro.

Occorre impostare dunque politiche che agevolino gli interventi sulla sicurezza, che incrementino il ruolo degli enti bilaterali, che migliorino la formazione e l’informazione (non solo teorica ma sul campo) dei lavoratori. Ma ciò va fatto non solo nelle grandi aziende, sulle quali spesso si appunta l’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa, ma anche nelle piccole e medie imprese. Non si può lesinare sulla sicurezza, come talvolta avviene anche negli enti pubblici in occasione dell’affidamento degli appalti.

I dati confermano anche la necessità di intervenire sulla sicurezza, non solo all’interno dei luoghi di lavoro, ma anche sulla strada e nella predisposizione di adeguati sistemi di trasporto pubblico per i lavoratori (da casa al lavoro) e di accelerare gli interventi sulla rete viaria sarda e provinciale (per esempio la 195, 554 e la dorsale della Trexenta). Insomma, i dati sugli infortuni mortali devono interrogare le coscienze di tutti, a partire dalle Istituzioni (Regione, Provincia, ASL),

 

 

Fnp Oristano. Anche i pensionati potranno chiedere il risarcimento danno per i contratti a tempo determinato stipulati dall’amministrazione scolastica pur in presenza di permanenti esigenze lavorative    (dies 233/2010)

 

Oristano - La legge n. 183/2010 art. 32 entrata in vigore il 24/11/2010 stabilisce il risarcimento del danno in favore dei precari della scuola per i contratti a tempo determinato stipulati dall’Amministrazione scolastica pur in presenza di permanenti esigenze lavorative.

L’illegittimità dell’utilizzo dei contratti a termine emerge chiaramente dal fatto che gli stessi vengono reiterati per molti anni. La magistratura italiana ha più volte esaminato la questione dei precari della scuola ed ha riconosciuto il danno determinato nei loro confronti secondo i criteri, non escluso quello equitativo, ritenuti giusti dal giudice.

«Tale risarcimento – spiegano in una nota il segretario generale Fnp Francesco Piras e il segretario di lega intercomunale, Luigi Della Volpe - è condizionato all’impugnativa dei contratti a suo tempo stipulati dai lavoratori della scuola, con le amministrazioni scolastiche. I lavoratori della scuola nel frattempo andati in pensione potranno produrre ricorso secondo il termine improrogabilmente fissato dalla Legge 183 al 23 gennaio 2011».

La relativa modulistica e le informazioni sono a disposizione degli interessati presso la sede della Lega Intercomunale dei pensionati CISL di Oristano in P.zza Roma-Palazzo Sotico 3° piano, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00.