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94/2009
La Cisl sarda ritiene indispensabile un accordo di programma quadro Stato - Regione per rilanciare le attività produttive nell’Isola


Cagliari– Alla crisi industriale e produttiva è indispensabile che si risponda, immediatamente, con l’apertura di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi per concordare un «Accordo di Programma Quadro» per lo sviluppo delle attività produttive in Sardegna. Industria in cima alle preoccupazioni sindacali. Se non parte questo comparto l’economia sarda rimarrà a lungo in condizioni di precarietà. Di qui l’insistenza con cui la Cisl chiede un «APQ» ai massimi livelli. « E’ uno strumento necessario per rilanciare la crescita economica e per non limitarsi a una logica meramente emergenziale», ha detto recentemente il segretario generale Mario Medde.

Accanto dunque alla difesa del patrimonio industriale esistente, sulla quale deve convergere il forte impegno di tutte le Istituzioni, urge – secondo il numero uno di via Ancona - una strategia che consenta, attraverso l’insostituibile apporto di Stato e Regione, la localizzazione in Sardegna di imprese di eccellenza partecipate dallo Stato e di industrie innovative.

In questa direzione si era già speso peraltro l’impegno di diversi Governi nazionali perché, con le definizione di una nuova Intesa Istituzionale di Programma, venissero rilanciate le attività produttive con specifiche risorse, misure e strumenti per l’agroalimentare, per l’aerospaziale e il tessile.

L’imponente manifestazione dei lavoratori e di tutto il territorio del Sulcis, e ancora prima quella di Porto Torres, della Sardegna centrale e di diversi altri territori dell’Isola, «rappresenta – dice Medde - un forte segnale perché il lavoro e l’economia sarda ripartano, coniugando la difesa del tessuto industriale esistente con un nuovo progetto di attrazione e localizzazione di intraprese».

La Sardegna, secondo il segretario generale Cisl,può attutire l’impatto della crisi economica e finanziaria internazionale e creare le condizioni per una nuova crescita, «a patto che, oltre all’impegno di tutte le Istituzioni e i soggetti economici e sociali dell’Isola, si concretizzi immediatamente l’apporto dello Stato, con lo strumento dell’Accordo di Programma Quadro».

Le cifre della crisi in atto sollecitano un’assunzione di responsabilità e l’apertura del tavolo concertativo, sia a Cagliari sia a Roma.

Dal 2004 al 2008 gli occupati nell’industria registrano una riduzione di -13.000 unità; gli occupati erano 145.000 nel 2004, come media annuale, mentre risultano 132.000 nel 2008.

Altro dato indicativo della crisi occupazione è l’andamento trimestrale dei saldi occupazionali «lavoratori avviati-lavoratori cessati». Nel terzo trimestre 2008, per la prima volta dopo diversi anni, si è di fronte a un saldo occupazionale negativo sia nella tipologia contrattuale a tempo determinato che a tempo indeterminato, per un totale di -11.955 unità.

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