Cagliari – Non c’erano, perché non invitati, i lavoratori alla cerimonia di presentazione della Banca di Credito Sardo. «Evidentemente – è stato il commento del segretario regionale, Giovanni Matta, e del segretario regionale Fiba, Tonino Usai - gli oltre mille lavoratori della nuova Banca e le centinaia di migliaia di iscritti dei sindacati confederali non vengono considerati strategici dalla dirigenza dell’Istituto di Credito».
Il 9 marzo 2009 è nata la Banca di Credito Sardo, frutto della cessione dell’intera rete commerciale di Intesa Sanpaolo in Sardegna alla oramai ex Banca CIS. Il nuovo soggetto è stato presentato ufficialmente giovedì 5 marzo presso l'auditorium della Banca CIS a Cagliari. Per l’occasione erano presenti i vertici della capogruppo Intesa Sanpaolo al gran completo. C’erano in tanti, ma non i rappresentanti dei lavoratori. «Spiace dover rilevare – aggiungono Matta e Usai - che non è la prima volta che ciò accade. Infatti in occasione del giro d’Italia che tempo fa effettuò l’Amministratore Delegato, Corrado Passera, i sindacati aziendali ebbero modo di stigmatizzare con un comunicato il mancato coinvolgimento»
«Questi episodi –evidenziano in una nota i due sindacalisti Cisl - chiariscono quale concezione del ruolo dei lavoratori e delle loro rappresentanze abbia la dirigenza del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, con buona pace per le dichiarazioni sul ruolo strategico e sull'importanza del cosiddetto capitale umano, descritto come la principale risorsa dell’Azienda. E dire che Intesa Sanpaolo tramite l’ABI ha sottoscritto un protocollo sullo sviluppo socialmente sostenibile con le Organizzazioni Sindacali». In effetti la Banca di Credito Sardo si propone, come dicono i suoi vertici, «di soddisfare le esigenze del mondo produttivo e delle famiglie sarde, ponendosi come un soggetto attento alle esigenze ed allo sviluppo della Sardegna».
Il sindacato ribadisce la sua collaudata linee politica. «Deve essere chiaro alla nuova Banca che sia la Fiba Cisl, in azienda ed a tutti i livelli di rappresentanza in Sardegna, sia la Cisl Sarda con i suoi oltre 150.000 iscritti si aspettano un rapido cambiamento di impostazione e, soprattutto, che la Banca di Credito Sardo svolga il ruolo di sostegno allo sviluppo della Sardegna di cui la nostra regione necessita. Sarebbe imperdonabile che nel corso di una gravissima crisi come quella in atto la nuova Banca non avesse le autonomie necessarie ad una vera Banca Regionale».
La FIBA e la CISL ritengono che, nonostante la «falsa partenza» esistono le condizioni per una correzione di rotta nei rapporti con i lavoratori e i sindacati che li rappresentano. «La dirigenza della Banca di Credito Sardo dimostri ora con i fatti – dicono Matta e Usai - che si propone davvero come soggetto attento alle esigenze del territorio e del Popolo Sardo, altrimenti si tratterà solamente di un’altra occasione persa».
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