Cagliari - Il no all’originaria ipotesi del campus universitario concentrato nell’area dell’ex semoleria, in viale la Playa, aveva sorpreso non poco il Sicet Cisl. «Aree verdi, carenza di servizi, eccessi di volumetria sono state le scuse utilizzate dal Consiglio Comunale di Cagliari per giustificare il diniego al progetto del nuovo Campus Universitario», dice Alessandro Turco della segreteria provinciale del sindacato inquilini. «La verità è venuta fuori in questi giorni, sotto forma dell'approvazione di un piano del centro già votato in Giunta, che prevede – scrive Turco in una nota - numerosi interventi per la trasformazione di edifici del centro storico in residenze per gli studenti».
«Quello che il Comune non ci dice e che il SICET (Sindacato Inquilini Casa e Territorio aderente alla CISL) chiede con forza è quali saranno i fondi utilizzati per le opere, come saranno acquisite e recuperate le aree in un centro storico che viene venduto a peso d'oro e soprattutto – aggiunge il dirigente della categoria inquilini - dove trovare lo spazio per la costruzione dei servizi necessari, che non sono di certo i ristoranti panoramici di cui sentiamo parlare. Inoltre ci interessa anche comprendere chi dovrebbe occuparsi della gestione di un patrimonio per il quale più che diffuso ci pare più corretto l'aggettivo frammentato».
L'idea del SICET è che il recupero del centro storico passi per un’adeguata politica abitativa, «che non può essere misurata in posti letto, ma in unità abitative, con l'integrazione di edilizia privata e pubblica (sociale in primo luogo), cosa che non esclude in alcun modo, ovviamente, anche la creazione di alloggi destinati agli studenti. Inoltre – dice Turco - un campus diffuso in una zona della città in cui la viabilità è già difficile, non sembra in grado di rispondere alle esigenze di mobilità degli studenti i quali, è bene ricordarlo, non sono solo quelli del polo giuridico-economico o di Sa Duchessa, ma anche quelli che hanno parte o tutte le proprie lezioni nel complesso della Cittadella Universitaria di Sestu o in altre aree lontane dal centro storico».
Il Sicet attende chiarimenti da parte dell'amministrazione comunale, con la speranza, conclude il dirigente, «che questa volta abbiano carattere concreto e non siano limitati a dichiarazioni di intenti generiche che, come tali, paiono sempre condivisibili, ma che in realtà mascherano un’insanabile carenza di programmi di edilizia concreti e, soprattutto, concertati».
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