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73/2009
Alberto Bottoni riconfermato segretario generale dei pensionati sardi CISL


Cagliari - Alberto Bottoni è stato riconfermato segretario generale della Fnp-Cisl Sardegna. Nei prossimi 4 anni collaboreranno con lui in segreteria Anna Rita Careddu (Oristano) e Achille Trogu (Cagliari). L’elezione di Bottoni è giunta al termine di un vivace congresso, l’ottavo della categoria, al quale hanno partecipato 150 delegati in rappresentanza di più di 80 mila iscritti alle 110 leghe comunali in cui si articola la Fnp nell’isola.
Un appuntamento sindacale importante perché ha portato alla ribalta la situazione di una categoria che sta assumendo, sotto molti profili, un ruolo rilevante nella società sarda. Innanzitutto per l’età media sempre più alta della popolazione isolana. Un allungamento, fortunatamente generalizzato, della vita, tanto che si calcola che nel mondo, nel 2050, una persona su sei avrà più di 65 anni e vi saranno 70 pensionati ogni 100 lavoratori. In Italia, quindi in Sardegna, il rapporto tra pensionati e lavoratori potrà superare addirittura anche il 110%. Un invecchiamento, che, come ha detto Bottoni nell’ampia relazione d’apertura, richiede servizi socio-sanitari sempre più adeguati alle esigenze della terza età. Tra le ricorrenti richieste presentate dalle 110 leghe (articolazione territoriale della Fnp sarda, in genere una per comune) e negli 8 congressi provinciali sono stati sollecitati miglioramento e maggiore celerità delle strutture di prevenzione, cura e analisi medico-sanitarie.
Gli anziani percepiscono come una vera e propria minaccia alla vita i tempi biblici delle liste d’attesa per visite specialistiche nelle strutture pubbliche. L’over 60, infatti, si trova davanti a un bivio drammatico: pagare le strutture private o rinunciare alla terapia. «Non è giusto che l’anziano per curarsi – dice Alberto Bottoni – debba spendere i risparmi di una vita, se li ha, oppure chiedere l’aiuto dei figli. In caso contrario sperare nella Provvidenza».
Il disagio sanitario si accompagna, nella maggioranza dei casi, alle difficoltà economiche. «Per i pensionati – ha detto il segretario generale nazionale della categoria, Antonio Uda – gli ultimi 17 anni sono stati pesantissimi. Dal 1992, da quando cioè fu tolto alle pensioni il collegamento alla dinamica salariale e l’aumento, ogni sei mesi legato all’inflazione. In tutto questo tempo i redditi dei pensionati hanno perso oltre il 35% del loro valore. Se c’è una classe veramente impoverita, è quella dei lavoratori in quiescenza».
Uno sguardo agli importi delle pensioni sarde fotografa con chiarezza la situazione in cui si trovano migliaia di pensionati. L’importo medio mensile delle pensioni sarde è, infatti, pari a 614,22 euro.
Con una pensione di questa entità è facile immaginare che la gran parte degli oltre 370 mila poveri sardi vanno ricercati nella categoria degli over 60. La soglia della povertà relativa è calcolata in 970,34 euro mensile per due componenti. L’importo medio mensile di pensioni e assegni sociali in Sardegna nel 2008 è stato di 318,34 euro. L’importo medio mensile delle pensioni ai superstiti di 486,14 euro. L’importo medio mensile delle pensioni di vecchiaia di 880,13 euro.
La provincia che nel 2008 ha registrato l’importo mensile più basso è quella di Oristano dove le 54.784 pensioni erogate raggiungono la media di 536,8 euro. Segue il Nuorese: 50.982 pensioni con valore medio mensile pari a 546,86 euro. Ogliastra: 18.516 pensioni per un importo medio mensile di 550,63 euro. Medio Campidano 32.737 pensioni per una valore medio di 563,96. Olbia Tempio: 33.489 pensioni per 592,21 Euro. Sassari 93.754 pensioni a 617,57 euro. Cagliari 122.317 pensioni e 666,03 euro. Infine Carbonia-Iglesias con 36.033 pensioni per un importo medio di mensile di 741,45 euro.
Il ruolo organizzativo della Fnp e la centralità della categoria nella rivendicazione di molte vertenze socio-assistenziali è stato ribadito, nel suo intervento al congresso, da Mario Medde, segretario generale della Cisl sarda. Il prossimo quadriennio, ha detto il leader regionale, sarà strategico per lo sviluppo e il progresso dell’isola non solo sul fronte dell’occupazione, ma anche delle conquiste che maggiormente incidono sulla qualità della vita.
Le “penne bianche “sarde (65 anni e più) rappresentano, tra la popolazione residente per classe di età, il terzo raggruppamento più numeroso (305.799 persone pari al 18,4% dei sardi ), dopo il gruppo dei 25-44 anni (516.515 persone) e 45-64 anni (454.115), che insieme formano il 69,1% dei residenti. I ragazzi tra 0-14 anni costituiscono il 12,5% della popolazione residente.
E’, dunque, la struttura della popolazione sarda ad attribuire naturalmente agli anziani un ruolo fondamentale nella società isolana, che gli iscritti alla Fnp Cisl della Sardegna intendono svolgere interamente, soprattutto nei campi dei servizi socio-sanitari e assistenziali.
L’età media della popolazione sarda tende a salire: nel 2008 era pari a 43,8, più alta della media dei residenti nel Mezzogiorno (42,0), e praticamente al livello della media italiana (44,0). L’indice di vecchiaia (cioè il rapporto percentuale tra la popolazione residente di 65 anni e oltre e la popolazione residente di età 0-14 anni) della popolazione sarda (nel 2008 pari a 146,9) è nettamente il più alto d’Italia: 115,8 nel Mezzogiorno e 142,8 in Italia.

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