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67/2009
Ignazio Ganga confermato alla guida della Cisl nuorese. Politiche regionali per lo sviluppo locale


Cagliari – Di fronte ai colpi di una crisi che fa cadere le industrie come birilli, lo spirito che pervade il Nuorese non è di rassegnazione, ma di rabbia. Ignazio Ganga, riconfermato alla guida dell’organizzazione ( con lui in segreteria Michele Fele e Maria Luisa Ariu), denuncia la mancanza «di una necessaria politica produttiva regionale, ma anche nazionale che, purtroppo, in questi anni, è venuta meno, circoscrivendo le azioni esclusivamente al governo della crisi o all'utilizzo della strumentazione di sostegno all'impresa in chiave di ammortizzazione sociale».
«Purtroppo, piuttosto che sostegno agli investimenti, in questi anni, possiamo registrare – ha detto Ganga nella relazione introduttiva - solo la cancellazione di un impianto normativo che la Sardegna centrale aveva conquistato con le lotte sindacali e politiche degli anni '90, smantellato senza la riproposizione di niente di alternativo e facendo venir meno qualsiasi stimolo all'insediamento di nuove imprese che invece continua ad essere quanto mai opportuno e necessario».
Accanto ad una norma capace di dare impulso a politiche di attrazione di impresa, servirebbe qualcosa in grado di difendere le tipicità nuoresi, garantendo la tracciabilità dei prodotti, lo sviluppo di marchi per le produzioni più significative. «Occorre una spinta – ha aggiunto il segretario generale - per favorire la crescita e l'integrazione fra aziende piccole e medie e un diverso sostegno a favore delle reti distributive e commerciali in Italia e nel mondo. Il tutto accompagnato da un sistema di infrastrutture efficienti, a partire da quelle del trasporto e della logistica, che non sono irrilevanti per sviluppare un modello produttivo moderno»
In questi settori il Nuorese sconta ritardi che determinano per le imprese un aumento di costi che, procrastinati nel tempo, rischiano di compromettere l'esercizio dell'attività imprenditoriale.
In Barbagia «non servono gli incentivi conosciuti fino a ieri». «Piuttosto ci vogliono – ha detto il segretario generale - catalizzatori di progetti, piani integrati fra aziende e Università, fra Comuni ed Enti di ricerca, fra le Agenzie del mondo dell'agricoltura e lo stesso Ente Foreste».

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