Cagliari - «Non era possibile, oggi, ottenere un contratto migliore di quello che abbiamo sottoscritto. Per questo ci siamo assunti la responsabilità di firmarlo. La CGIL ha scelto invece il gioco facile di sollecitare un "no" che fa leva sull'insoddisfazione, ma non propone niente di realistico in cambio. Troppo comodo disdegnare un contratto, godendone comunque i benefici, per quanto modesti». Con queste parole il segretario generale nazionale della Cisl scuola ha commentato la decisione della Cgil di indire un referendum tra gli insegnanti per verificare il grado di accettazione del nuovo contratto firmato da alcune sigle sindacali, ma non dalla Cgil.
«Riconfermiamo il nostro giudizio: questo referendum assomiglia più ad un atto di propaganda che a un gesto di democrazia», ha aggiunto Scrima.
Non era mai accaduto che un sindacato chiamasse i lavoratori a pronunciarsi contro gli altri sindacati: «Un gesto grave di divisione e rottura».
«Quanto alle inesistenti azioni di ostruzionismo, è vero invece il contrario», ha commentato Scrima. «Il referendum è stato sostenuto oltre il dovuto da più di un ufficio periferico, ben al di là di quanto le norme avrebbero consentito. Che il segretario della Flc Cgil «abbia notato con dispiacere e rabbia» che gli altri sindacati abbiano difeso le proprie ragioni con un «volantino» la dice lunga sul modo davvero singolare che ha di intendere e praticare la democrazia».
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