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58/2009
Elezioni ormai alle spalle. Medde (Cisl): «Crisi industriale e lavoro che manca le priorità»


Cagliari - Passata la fase elettorale, è prioritario rilanciare alcuni problemi che da tempo attendono di essere affrontati. In primo luogo la crisi industriale e il lavoro che manca. Trascorse due settimane dal responso delle urne, Medde invita le forze politiche a dimenticare maratona elettorale, comizi e convention per aggredire le situazioni più gravi. «Di fronte alla gravità e diffusione della crisi economica e sociale, è indispensabile - ha detto il segretario generale Cisl sarda - che la manovra finanziaria e di bilancio della Regione per il 2009 non abbia a segnare ulteriori ritardi».
Un dato evidenzia tutta la drammaticità della situazione sarda, relativamente alla crisi economica e occupazionale: l’andamento trimestrale dei saldi occupazionali, cioè il numero dei lavoratori avviati e cessati. «Per la prima volta da molti anni – ha spiegato Medde - si è verificato, nel terzo trimestre 2008, un saldo negativo sia nella tipologia contrattuale dei lavoratori a tempo determinato, sia in quella a tempo indeterminato: meno 9380 nella prima tipologia e meno 2575 nella seconda. Si è di fronte a un dato che ripropone tutta la difficoltà del settore industriale - manufatturiero e fotografa la labilità della componente stagionale della domanda di lavoro nel settore dei servizi».
Subito la Finanziaria 2009 è la richiesta Cisl. «E’, infatti, necessario programmare nuovi interventi, ma anche spendere bene e celermente le ingenti risorse finanziarie a disposizione, si pensi ai miliardi di euro di residui passivi».
La consultazione elettorale è ormai archiviata e va valutata solo «come un punto di partenza per attuare le scelte utili e necessarie ad evitare che la crisi finanziaria e produttiva internazionale distrugga, per una lunga fase, la coesione sociale e insieme le speranze dei disoccupati e dei lavoratori sardi».
Il sindacato ribadisce l’importanza della concertazione di chi governa con le rappresentanze economiche e sociali. «E indispensabile – ha aggiunto Medde - per costruire le strategie necessarie ad attutire non solo l’impatto della crisi, ma anche a determinare le precondizioni dello sviluppo. Ormai non solo nei settori produttivi, ma anche nei territori, il disagio è fortissimo e le misure di contrasto alla povertà non possono più attendere».
Tutta la Cisl dall’inizio dell’anno è impegnata in una fase di mobilitazione a difesa del patrimonio produttivo esistente e a sollecitare la riapertura del confronto Stato-Regione-Parti sociali, indispensabile per rilanciare la crescita economica e difendere le tutele sociali.
Lo slogan della Cisl per i congressi è, da questo punto di vista, emblematico: «La Cislunisce». «Il pericolo – ha concluso Medde - è che la crisi economica produca ulteriore frantumazione nella coesione sociale ed egoismi che invece vanno combattuti con un ruolo primario delle istituzioni e con la solidarietà di tutti».

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