Iglesias- Piero Agus lascia la segreteria regionale della Fnp. Il congresso degli over 60 del Sulcis-Iglesiente l’ha eletto a larghissima maggioranza segretario generale. Il 2 marzo il consiglio generale è convocato per eleggere, su proposta dello stesso Agus, gli altri due componenti della segreteria, uno dei quali dovrà essere donna.
Animatore sociale, promotore di giustizia, «controllore» dei potenti, insomma rompiscatole autorizzato di tutti, quello del sindacalista, anche degli anziani e pensionati, è un ruolo che procura molti oneri e pochi onori. Soprattutto perché il rapporto tra impegno prodotto e risultati ottenuti è sempre molto basso. In particolare questo capita nei territori piccoli, come il Sulcis-Iglesiente, dove i problemi superano di molto i mezzi e le possibilità di risolverli.
In questo angolo di Sardegna far parte dei 35 mila pensionati (un quarto della popolazione totale) è più difficile che in altre zone. Qui il fronte industriale è in grande crisi. «Dopo l’abbandono delle Partecipazioni statali e l’ingresso delle multinazionali private - ha detto Piero Agus, nella relazione congressuale il 12 febbraio scorso - la crisi globale con la relativa recessione economica si è sommata alle gravi carenze infrastrutturali e ai problemi del lavoro, dal sindacato sempre denunciati (infrastrutture-trasporti-energia-credito). Rischiamo di veder cancellato il polo industriale con la perdita di migliaia di posti di lavoro».
Agus è un esperto di problematiche industriali. Per diversi anni vice segretario regionale della Flerica e uno dei più ascoltati sindacalisti italiani in fatto di politiche minerarie. Ha visto la fine dell’età delle miniere nel distretto carbonifero sardo e le trasformazioni nei poli industriali di Portovesme e Portoscuso. «Non siamo riusciti – ha aggiunto il dirigente sindacale - a sviluppare nuovi settori produttivi. L’artigianato non è sostenuto con dovuta attenzione dal potere politico locale e regionale, il turismo rimane al «mordi e fuggi» dei mesi estivi, la politica ambientale è orientata ad imbalsamare il territorio e non a sostenere lo sviluppo economico eco-compatibile, le nostre intelligenze e i nostri giovani sono costretti ad emigrare per realizzare le loro ricerche, i loro studi».
In questo contesto, anche la qualità della vita peggiora, poiché è carente – secondo il dirigente Fnp - se non assente un’economia sociale legata a migliorare le condizioni socio culturali del vivere civile e i servizi alla persona.
«Nella nostra realtà i giovani, e purtroppo anche i non giovani, si trovano davanti all’unica soluzione: emigrare. Il dramma è che anche molti emigrati degli anni passati, a causa della crisi attuale, sono costretti a rientrare per la chiusura delle fabbriche e la conseguente perdita del posto di lavoro», ha spiegato Agus.
Collocare i problemi della categoria nel contesto territoriale è il metodo suggerito dai sacri testi sindacali. Le 12 leghe territoriale l’hanno fatto durante il percorso congressuale concluso il 5 febbraio. Ai vertici delle priorità la Fnp iglesiente mette l’urgenza di definitive disposizioni e direttive in ordine ai regolamenti applicativi della Legge Regionale n 23 del 2005, che recepisce i principi fondamentali della 328 del 2000. «Affinché si operi in modo omogeneo e in spirito di giusta uguaglianza e di opportunità su tutto il territorio della Sardegna, sia nel sanitario che nel sociale», ha detto Agus. Nei congressi di Lega è stato sottolineato, con insistenza unanime, che nel territorio venga potenziata ed allargata la gamma dei servizi sanitari specialistici (soprattutto cardiologia, oculistica, urologia, fisiatria, ortopedia), garantendo, con una migliore organizzazione, una risposta sempre più qualificata nei poliambulatori locali. Sono, infatti, proprio questi i settori clinici e sanitari che interessano gran parte delle persone anziane, moltissime delle quali non autosufficienti, ovvero parzialmente autosufficienti. Sottolineata la durata incomprensibile ed inconcepibile dei tempi d’attesa per visite e prestazioni specialistiche.
Poche le risorse pubbliche rispetto al molto che manca. « Le somme disponibili presso le amministrazioni comunali, anziché aumentare – ha detto Agus - per rispondere alle mutate esigenze della popolazione anziana, o delle fasce più deboli della nostra comunità, si assottigliano sempre più».
|