home page
dies agenzia giornalistica della CISL sarda
   
   
   


L'unione sindacale regionale (USR)
Le federazioni regionali di categoria
Gli enti
I coordinamenti
   
Patronato: INAS
Formazione professionale: IAL Sardegna
Difesa dei consumatori: ADICONSUM
Turismo e tempo libero: ETSI
L'assistenza agli inquilini: SICET
Cooperazione e imprenditorialità: CENASCA
Assistenza fiscale: CAAF

47/2009
Subito l’Intesa istituzionale per dare il via agli ammortizzatori sociali in deroga. Interessati 4000 lavoratori


Cagliari - Occorre subito la firma dell’Intesa istituzionale per dare concreta attuazione al decreto sugli ammortizzatori sociali in deroga.
La Cisl sarda chiede con forza che Regione e Governo decidano al più presto di aprire il tavolo per definire quantità e modalità di spendita delle risorse da destinare alla Sardegna per i lavoratori in CIG e mobilità in deroga. «Subito dopo – dice Giovanni Matta, segretario regionale per le politiche industriali - è necessaria la firma dell’accordo tra Regione e sindacati per consentire l’immediato riconoscimento del sussidio a favore dei lavoratori. Il ritardo sinora accumulato, pur giustificabile, vista la crisi che ha investito la Regione, va subito recuperato appena la nuova Giunta sarà insediata».
Il sindacato calcola che vi siano 3000 lavoratori beneficiari del sussidio fino al 31 dicembre scorso, dei quali nessuno – eccezion fatta per 17 lavoratori della Nuova Scaini - è stato ricollocato al lavoro. Tutti costoro attendono l’avvio delle procedure per accedere ai provvedimenti previsti dal decreto sulla CIG in deroga.
Ai 3000 citati si dovranno sommare necessariamente non meno di altri 1000 lavoratori, che – a causa della crisi dirompente che investe l’industria e l’intero sistema produttivo sardo - non possono beneficiare degli ammortizzatori sociali classici. Si tratta di lavoratori precari e dei servizi che non hanno i requisiti previsti dalla legge 223 del 1991, la cui tutela va, quindi, ricondotta dentro i provvedimenti di CIG e mobilità in deroga. Un incremento per il 2009 stimato intorno al 25% di lavoratori che, senza l’intesa, rischiano di restare senza salario.
La CIG classica ordinaria e straordinaria da parte sua è già cresciuta del 60%. «Una marea di lavoratori, dunque, per i quali vanno esplorate – aggiunge Matta - nuove prospettive di reinserimento al lavoro, anche attraverso l’attività di riqualificazione professionale dentro i percorsi già individuati da Cgil, Cisl e Uil e Confindustria con il progetto di formazione continua in capo a Fondimpresa e a cui la Regione sarà chiamata a dare il suo sostegno».

home page