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382/2009
Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Medio Campidano- Documento finale


Cagliari – Scaini, continuità territoriale e questione Keller, riscrittura dello Statuto sardo attraverso l’istituzione dell’assemblea costituente, turismo e patrimonio ambientale sono stati i contenuti principali messi al centro dell’assemblea delle rappresentanze del popolo sardo che si è svolta nel Medio Campidano, un territorio dove i problemi certamente non mancano, ma dove è grande la voglia di una svolta. La provincia, che ha i suoi poli principali in Villacidro e Sanluri, registra un assottigliamento della popolazione residente in misura maggiore di quanto non si sia verificato in ambito regionale; ciò in conseguenza dello spopolamento ed emigrazione delle giovani generazioni in cerca di lavoro. Ha un indice di vecchiaia pari al 164,4%, un tasso di occupazione del 48%; un indice di disoccupazione dell’11,7% contro il 17,8% femminile; il tasso di disoccupazione giovanile del 38,1%.
Il territorio del Medio Campidano presenta una struttura produttiva composita e diversificata nei seguenti principali settori: agricoltura, industria di trasformazione, artigianato, commercio, turismo e servizi. Il sistema produttivo risulta caratterizzato da una ridotta dimensione d’impresa, con un numero di addetti che è diminuito negli ultimi anni. Fonda la propria economia principalmente sul settore agricolo e sul terziario.
L’agricoltura è stata e, anche ai giorni nostri, è una delle principali fonti di reddito per i comuni della Provincia . Tradizionalmente, la pianura del Campidano è il regno della cerealicoltura sarda, ma non è l’unica specializzazione agricola di rilievo.
Il settore industriale della Provincia del Medio Campidano è caratterizzato dalla grande rilevanza del settore edile mentre il contributo all’occupazione fornito dall’industria turistica è modesto in relazione alle grandi potenzialità che il settore e il suo indotto possiedono.
La distribuzione degli occupati per settore di attività economica evidenzia l’anima agricola della Provincia : in termini percentuali il settore dell’Agricoltura nell’ambito provinciale assicura il lavoro al 12,6% degli occupati complessivi, il settore dei servizi contiene il 59,4% degli occupati mentre il settore industria assorbe il 28% degli occupati.
Il dato relativo agli occupati nel settore agricolo risulta significativo perché rappresenta il valore più alto registrato in Sardegna su scala provinciale e superiore al dato omologo rilevato per l’intera regione Sardegna (6,2%) e al dato nazionale (3,8%).
Dal dibattito è emerso con forza che l’analisi di queste criticità deve rafforzare la convinzione che la centralità del territorio deve diventare il punto di forza per governare i processi di trasformazione economica e sociale in atto.
Il Medio Campidano ha enormi potenzialità in grado di creare la giusta integrazione fra i diversi settori trainanti dello sviluppo: Industria, Agricoltura, Agroindustria, Turismo e Commercio. Molti degli intervenuti hanno evidenziato la necessità di risolvere, con urgenza, alcune annose vertenze.
In tanti hanno individuato nella vertenza della “Nuova Scaini”, la priorità di intervento: chiedendo alle Istituzioni tutte di voler dar seguito agli impegni politici a suo tempo assunti, facendo un lavoro di squadra, evitando inutili protagonismi politici e ricercando soluzioni realmente perseguibili.
Altra annosa e ricorrente questione che ha trovato nel dibattito una forte risonanza, è la problematica legata alla continuità territoriale per le merci, per il diretto coinvolgimento della Keller, che, essendo oramai l’unica azienda di significative dimensioni, rappresenta per il territorio una importantissima risorsa.
A tal proposito le segreterie provinciali, ribadiscono la piena e totale condivisione, con il percorso tracciato dalle segreterie regionali, portando all’attenzione delle Istituzioni, a tutti i livelli, la Vertenza Sardegna, perché i tanti problemi che registra la nostra Provincia, sono criticità che investono l’intera Regione; quali i trasporti e la continuità territoriale, l’energia, il credito, la formazione, l’industria, l’artigianato, l’agricoltura, servizi agli anziani e ai diversamente abili.
Condividono altresì la necessità della riscrittura dello Statuto Sardo, attraverso l’istituzione di una Assemblea Costituente, che veda la partecipazione dell’intera società sarda. Un nuovo Statuto che sia all’altezza dei bisogni e degli interessi di società, quale è quella sarda, in continua evoluzione e che sancisca un vero patto costituzionale tra la Regione e lo Stato, tra la Regione e la Comunità Europea.
Altro tema fortemente condiviso dall’assemblea è stata la unanime e condivisa considerazione in relazione alla ricchezza ambientale del Territorio, che va valorizzata e utilizzata quale straordinario strumento di sviluppo locale.
Partendo dalla realizzazione delle opere di risanamento ambientale dei siti minerari dismessi, superando gli interessi localistici in favore di un bene comune che veda nel Parco Geominerario un’opportunità di crescita per il territorio e per suoi cittadini..
Il turismo rappresenta per il territorio un possibile settore di sviluppo, che ben si coniuga con il settore artigianale ed Agro-industriale, potendo contare su ingenti risorse ambientali e culturali sulle quali è possibile costruire un progetto di turismo sostenibile e integrato, valorizzando le diverse peculiarità.
Rilevante nel territorio è la presenza delle due strutture Termali di Sardara, che se collocate positivamente in un mercato extra regionale, possono contribuire a far nascere nel territorio un dinamico polo termale integrabile con le altre offerte turistiche.
Unanime considerazione è stata fatto per quanto riguarda il ruolo della Pubblica amministrazione. Un sistema di servizi pubblici che deve essere in grado di fornire un sostegno effettivo e tempestivo ai bisogni di cittadini e imprese. E’ stato inoltre osservatoche l’attuale crisi economica ha messo ancor più in evidenza la necessità di una Pubblica Amministrazione in grado di affrontare congiunture economiche negative, fornendo servizi indispensabili per la qualità della vita e la coesione sociale.
Tutto ciò richiede secondo il sindacato, che nei territori sia garantita una capillare presenza della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici. Che si sostengano processi di aggregazione e di associazionismo comunale per la gestione dei servizi di competenza, senza tralasciare il proseguo del processo di riforma dell’amministrazione regionale, avviato ma non ancora concluso.
Un indicatore significativo del grado di sviluppo di una comunità è determinato dalla possibilità per il cittadino di accedere ai servizi. Tra questi, i servizi socio-assistenziali e sanitari assumono un’importanza peculiare, in quanto rappresentano un pregevole strumento per ridurre le disuguaglianze e avviare un processo virtuoso di crescita economica e sociale del territorio.
Le politiche sociali, attraverso i PLUS (Piani locali Unitari Locali dei Servizi alle Persone) devono coordinare e mettere in rete l’offerta di servizi del territorio, realizzando un sistema integrato. Ciò presuppone il superamento della visione settoriale che ha tradizionalmente caratterizzato le politiche sociali e che considera le prestazioni sanitarie disgiunte da quelle di carattere sociale, con la conseguente incapacità di affrontare nella loro complessità le situazioni di bisogno espresse dalla popolazione.
Anche sul versante della sanità, la situazione della Provincia del Medio Campidano è tutt’altro che confortante. «La salute – è stato detto - non è ancora un diritto esigibile da tutta la nostra comunità. Ciò si evidenzia particolarmente nella difficoltà per molti cittadini ad accedere prontamente alle strutture sanitarie. L’unico ospedale esistente, importante punto di riferimento per tutta la popolazione, necessita di urgenti interventi di ristrutturazione. E’ del tutto inadeguato alla sua funzione di presidio sanitario».
Il progetto di costruzione del nuovo ospedale è quindi assolutamente necessario e occorre l’attenzione di tutti affinché gli impegni assunti dall’Amministrazione Regionale siano mantenuti. Non sono accettabili soluzioni di compromesso o risposte parziali.
È stato anche posto l’accento sulla necessità di diffondere nel territorio altri servizi, come quelli sanitari per la diagnostica, l’assistenza domiciliare integrata, le strutture semiresidenziali e i centri diurni.
Così come occorre sviluppare la rete dei servizi nelle aree più disagiate, si pensi al territorio della Marmilla che soffre di una gravissima carenza di strutture sanitarie.

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