Olbia – Statale Olbia- Sassari, turismo, distretti industriali, nautica e filiera agroalimentare costituiscono i settori sui quali sindacato confederale, associazioni datoriali, Provincia di Olbia-Tempio, diocesi di Tempio–Ampurias e sindaci del territorio hanno trovato l’intesa perché siano considerati autentici volani della ripresa economica del territorio del nord-est dell’isola. La grande convergenza è stata stabilita durante l’assemblea territoriale organizzata dalle segreterie confederali territoriali in preparazione dell’assemblea dei rappresentanti del popolo sardo svolti a Cagliari il 30 novembre scorso.
Il sindacato confederale ha chiesto a tutti impegni precisi e verificabili.
«A partire dalla Olbia Sassari, non staremo qui a ripercorrere la storia da un lato tragica, dall'altro quantomeno misteriosa, fatta di promesse non mantenute e di una pervicacia alla dissimulazione di un problema strategico per la Gallura. Il Sindacato Confederale – si legge nella documento finale dell’assemblea di Olbia - si batte da anni, ponendo al centro di tantissime sue iniziative la funzione primaria della tratta stradale. Ci siamo mobilitati in tempi non sospetti, abbiamo speso tante energie per richiedere con forza anche attraverso iniziative pubbliche ed aperte, il finanziamento dell'opera. Avevamo accolto positivamente la sua inclusione, tra le opere collaterali al G8 maddalenino, abbiamo fortemente contestato in seguito la decisione dello spostamento del vertice e, con esso, di parte delle opere previste tra cui la Olbia Sassari. Ormai non è più tempo di attesa, esigiamo da subito il suo finanziamento: l’apertura dei cantieri, lo esige il territorio, le imprese i lavoratori, tutti; non sono più accettabili escamotage o artifizi per rimandare sine die la sua messa in opera».
Lo Stato e la regione Sardegna – è stato detto - devono dare risposte subito, tempi certi di apertura e di chiusura dei cantieri. Il sindacato crede che su questa vicenda non solo sia spendibile una forte iniziativa unitaria, ma servano una profonda pressione politica ed il massimo coinvolgimento e partecipazione di popolo.
Altro punto fondamentale su cui incentrare stabilmente le energie è il sistema economico produttivo della Gallura, che evidenzia uno spiccato dinamismo, ma necessita tuttavia di attenzioni particolari e di supporti nei diversi comparti del turismo, dei distretti industriali, della nautica e della filiera agro alimentare, in termini di programmazione e di incentivi.
a) Turismo: Le potenzialità del settore, sebbene oltremodo dinamico, sono rimaste sostanzialmente inespresse in tutte le sue componenti produttive e di servizi, in questo contesto si sollecita che le Amministrazioni Pubbliche ed in special modo i comuni, si dotino dei piani e degli strumenti di promozione concertati e condivisi, per superare l'effetto frammentazione col quale si presenta l'offerta.
E al di là di qualsiasi normativa sui piani casa, sarebbe interessante che tutte le Amministrazioni locali approvassero tempestivamente i Puc di loro competenza quali strumenti indispensabili e preliminari per l'approvazione dei programmi di sviluppo turistico infrastrutturale, individuando percorsi e aree che nel rispetto delle compatibilità ambientali possano favorire interventi qualificati per un turismo di qualità.
b) Distretti Industriali: anche qui le proposte sindacali sono le stesse fatte da almeno un decennio, in piena condivisione con le associazioni datoriali: l'incentivazione e l'implementazione delle attività produttive, dal piano forestale regionale, dalla Legge quadro sulle attività estrattive, fino alla qualificazione della strumentazione operativa dei Distretti quale volano di servizi alle imprese.
Infine,Cgil, Cisl e Uil della Gallura, sostenute anche dal resto del mondo della rappresentanza, ritengono che la pianificazione territoriale sia lo strumento obbligatorio a cui tendere per avviare una rinascita della Gallura.
Tutti i partecipanti all’assemblea popolare hanno condiviso insieme con il sindacato che la conoscenza dei problemi del territorio provinciale Olbia-Tempio e dell’intera isola, nonché l’individuazione delle priorità, hanno raggiunto un livello di conoscenza e di condivisione mai visto prima.
Serve ora stabilire insieme come e da dove si inizia a risolverli, come agire, quali possano essere concretamente le azioni da mettere in campo e con quale tempistica, quali di questi ostacoli allo sviluppo possano essere immediatamente rimossi e superati e quali invece, necessitano della costruzione di un percorso più lungo e tortuoso che va però comunque fatto e monitorato passo dopo passo.
«Certo è – si legge nel documento finale - che la mancanza di un coordinamento tra gi Enti Locali, l’insufficienza di un sistema di partecipazione dei soggetti sociali, la difficoltà ancora oggi di disaggregare alcuni parametri e dati statistici inerenti alla nuova provincia, fino ad arrivare talvolta ad una vera e propria mancanza di volontà politica, rappresentano limiti che andrebbero rimossi nel più breve tempo possibile».
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