home page
dies agenzia giornalistica della CISL sarda
   
   
   


L'unione sindacale regionale (USR)
Le federazioni regionali di categoria
Gli enti
I coordinamenti
   
Patronato: INAS
Formazione professionale: IAL Sardegna
Difesa dei consumatori: ADICONSUM
Turismo e tempo libero: ETSI
L'assistenza agli inquilini: SICET
Cooperazione e imprenditorialità: CENASCA
Assistenza fiscale: CAAF

37/2009
Nota della segreteria regionale Cisl . «Interminabile l’elenco delle imprese industriali in crisi»


Cagliari – È senza fine l’elenco delle imprese industriali in crisi. Nel terzo trimestre 2008, dati istat, rispetto al terzo trimestre 2004, il settore industriale registra una perdita di 16 mila unità lavorative. Erano 148 mila gli occupati nel terzo trimestre 2004, sono 120 mila nel terzo trimestre 2008.
Anche nelle costruzioni si registra una diminuzione di 14 mila posti di lavoro tra i dipendenti. «Non è solo l’effetto della recessione internazionale», afferma la segreteria della Cil sarda « Il fatto è che, ancor prima che la crisi finanziaria internazionale manifestasse tutta la sua virulenza, l’economia sarda viveva di già una fase di stagnazione economica, resa anche evidente dalla variazione annua del prodotto interno lordo, con una crescita vicina allo zero». È sicuramente necessaria, per il sindacato di via Ancona, una strategia a livello europeo e nazionale per fronteggiare l’impatto della crisi.
«Di fronte alla crisi senza precedenti dell’industria sarda serve – secondo la Cisl - anche e soprattutto una strategia di politica industriale da parte della Regione Sardegna. È questo l’obiettivo che la politica si deve dare, immediatamente dopo le elezioni, per rispondere sia all’impatto che ha nell’Isola la crisi recessiva internazionale, sia per far fronte alle storiche diseconomie e distorsioni che caratterizzano l’attività produttiva nei diversi settori economici».
Accanto all’indispensabile iniziativa imprenditoriale, sia sul versante dell’innovazione di processo che di prodotto, e di ammodernamento tecnologico, è infatti necessario effettuare, secondo il sindacato, scelte politiche e normative utili a orientare e indirizzare le strategie nazionali ed europee lungo attività che producano effetti positivi nell’attrarre nuove intraprese e nel radicare quelle esistenti.
«È del tutto assente da anni – prosegue la nota Cisl - un’attività di programmazione di settore e di comparto in grado di intervenire, senza violare ovviamente le direttive europee, nella promozione delle iniziative imprenditoriali e nella soluzione delle diseconomie esterne al processo produttivo».
Una testimonianza viene dal clima di fiducia nel settore manifatturiero in Sardegna nel corso del terzo trimestre 2008 che scende da 91,9 a 83,9, toccando così il livello minimo degli ultimi otto anni. Il dato è maggiore di quello osservato nella media delle regioni del Mezzogiorno.
Lo stesso valore aggiunto dell’industria ai prezzi di base, valori concatenati, è in evidente regresso, dopo aver raggiunto un picco di 4 mila 895,5 milioni di euro nel 2004 è sceso a 4 mila 643,1 nel 2007.
Le singole vertenze aziendali in atto, dal minero/metallurgico, al chimico, al tessile danno l’idea delle sofferenze produttive e, in primo luogo, di quelle dei lavoratori. Ma i numeri precedentemente citati ribadiscono che si è di fronte ad una crisi drammatica dell’intero sistema industriale e manifatturiero.

home page