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374/2009
Associazioni della carta di Zuri. Necessario un programma pluriennale contro la povertà e più risorsepercombattere disoccupazione ed emarginazione


Cagliari – Martedì 15 novembrele associazioni della «Carta di Zuri» terranno un sit in con conferenza stampa di fronte al Consiglio regionale. In occasione di quell’appuntamentoAcli, Caritasdiocesana di Cagliari, Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna e Pastorale del Lavoro hanno predisposto il seguente documento che si riporta integralmente

Non è sufficiente parlare di come aumenta, ma soprattutto di come e con quale efficacia si combatte la povertà e la disoccupazione. Ebbene, gli interventi di contrasto alla povertà sono insufficienti a far fronte all’aumento preoccupante di questo fenomeno in Sardegna. Si tratta infatti di valutare attentamente sia l’entità delle risorse finanziarie stanziate dalla Regione, sia i tempi di attuazione dei provvedimenti.
A fronte delle 350mila persone al di sotto della soglia della povertà, a partire dal 2007 è stato introdotto il nuovo strumento di contrasto per un totale di 5milioni di euro, ripartito tra i comuni, che hanno contribuito con la quota di compartecipazione pari al 50% portando la disponibilità complessiva a 7,5milioni di euro.
Nel 2008 la Giunta regionale rifinanzia il programma con 15milioni di euro, portando il contributo mensile a 350 euro per nucleo familiare (erano 250 euro nel 2007); il reddito ISEE per l’accesso era stabilito in 4.500,00 euro. Con la compartecipazione dei comuni la disponibilità per il 2008 diventa di 22.500.000,00 euro.
Il 20 luglio del 2009 vengono approvate nuove linee di intervento e di contrasto alla povertà con la disponibilità di 30milioni di euro, più 989.506,00 euro di quote statali.
Vengono altresì modificati i criteri della programmazione degli interventi, privilegiando l’inserimento dei beneficiari in attività di pubblica utilità o di servizio civico.
Il disegno di legge finanziaria per il 2010 ha previsto, sempre per gli interventi di contrasto alle povertà, 30milioni di euro. Da sottolineare che, nelle esperienze maturate a partire dal 2007, i tempi di attuazione delle misure di contrasto alla povertà risultano fortemente differenziati rispetto all’anno di competenza, a testimoniare l’esigenza, al di là dell’entità delle risorse finanziarie, di garantire una maggiore tempestività sia in fase di programmazione che di attuazione.
I risultati del monitoraggio del primo programma sperimentale sulle povertà estreme evidenziano in 12.117 le domande di accesso al programma, e in 6.516 quelle valutate ammissibili.
I nuclei familiari che hanno beneficiato dell’intervento sono stati 4.185, pari a 11.424 persone. I dati che citiamo sono quelli riportati dalla Regione Sardegna nel «primo rapporto di attuazione del programma di contrasto delle povertà estreme».
Alla luce delle esperienze maturate e del fenomeno della povertà nell’Isola è dunque evidente l’urgenza di un vero e proprio piano pluriennale contro la povertà, sia sul versante di quelle estreme che di quelle relative, l’incremento consistente degli stanziamenti, il coinvolgimento dei soggetti impegnati sul versante della lotta alle povertà, l’istituzione dell’osservatorio sulle povertà, la regolamentazione del fondo etico di garanzia anche con la condivisione dei soggetti che lo hanno proposto e con una gestione sganciata dalle logiche bancarie, l’introduzione del reddito di cittadinanza con la formazione e riqualificazione dei soggetti interessati. In questa direzione è indispensabile una migliore modulazione della finanziaria per il 2010.

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