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369/2009
Necessario per la Sardegna chiarire i contenutidel patto nazionale per la salute


Cagliari - Un patto per la salute è indispensabile anche in Sardegna. Innanzitutto per dare risposte, in fatto di prevenzione e cura, ai cittadini sardi garantendo almeno i livelli essenziali di assistenza e, nel contempo, evitando che l’incremento dei costi della sanità venga scaricato sulla qualità dei servizi socio-sanitari erogati ai sardi. In secondo luogo si rende urgente una verifica sull’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario sardo alla luce del patto per la salute ratificato il 3 dicembre 2009 da Stato e Regioni e che diventa un emendamento alla finanziaria nazionale. Il segretario generale Mario Medde chiede che siano chiariti tutti i contenuti e le ricadute sull’isola del patto nazionale per la salute. Quel patto ratifica l’accordo raggiunto il 23 ottobre 2009 nella conferenza Stato-Regioni; a quest’ultimo però mancavano le norme sulla fuoriuscita dall’emergenza.
«In Sardegna – spiega Medde - l’apertura di un tavolo di confronto tra Regione e sindacati è indispensabile per due motivi: per verificare modi e forme del passaggio alla Regione della spesa sanitaria, così come previsto dalla finanziaria nazionale che aveva rivisto anche l’entità dei trasferimenti erariali e tributari alla Sardegna, e per affrontare i contenuti del patto nazionale per la salute che ha previsto, tra le altre questioni, la possibilità di utilizzare, d’intesa con il Governo, a copertura del debito, le risorse dei fondi per le aree sottoutilizzate».
«Si è di fronte – conclude il segretario Cisl - con quest’ultima decisione, qualora dovesse riguardare anche la Sardegna, a due ordini di problemi: l’utilizzo, per finalità diverse da quelle «ordinarie», dei fondi FAS, e una inefficienza della sanità che verrebbe pagata due volte dai sardi; infatti, la mediocre offerta socio-sanitaria, la pagano lavoratori e pensionati e l’utilizzo diverso dei fondi FAS verrebbe a penalizzare le strategie per lo sviluppo dell’Isola».

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