Cagliari – E’ arrivato il grande giorno dell’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo, convocata da Cgil, Cisl e Uil. Delegazioni di lavoratori e pensionati provenienti da tutti i territori dell’isola al palazzo dei congressi della della Fiera partecipano agli stati generali delle forze produttive, economiche e sociali presenti in Sardegna. Ai lavori - presieduti da Francesca Ticca (Uil), aperti dalla relazione unitaria di Mario Medde (Cisl) e conclusi da Enzo Costa (Cgil) – intervengono non meno di una trentina di organizzazioni, salutate dal Sindaco di Cagliari Emilio Floris, dal professor Giovanni Lilliu Accademico dei Lincei e dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
Cgil, Cisl e Uil, davanti alla gravità della crisi che interessa la nostra regione sul versante economico e sociale, ritengono che oggi sia necessario riflettere sugli attuali problemi e sulle prospettive del lavoro, dello sviluppo e delle riforme, oltre le emergenze e i pur necessari interventi di sostegno al reddito.
L’obiettivo dell’Assemblea del 30 novembre è attivare, con l’apporto di tutte le rappresentanze economiche, sociali e istituzionali, una nuova fase dello sviluppo, del lavoro e delle libertà dei lavoratori e dei cittadini sardi.
L’impegno fondamentale dei sardi riguarda una società improntata alla giustizia, alla libertà e all’equità, da realizzarsi attraverso la partecipazione e la sussidiarietà. Una sussidiarietà orizzontale, dove prevalgano in eguale misura le opportunità per le persone, e una verticale dove tutti i territori dell’Isola possano ambire e concretizzare un’uguale dignità, ruolo e rappresentanza, e dove tutti possano abitare e vivere con uguali condizioni di abitabilità e vivibilità.
Proprio per questo il lavoro è condizione primaria e ineliminabile di un nuovo sviluppo economico e sociale della Sardegna, in funzione di una maggiore competitività del sistema regionale, di un incremento della ricchezza, di una sua più equa distribuzione.
In funzione della giustizia e del lavoro Cgil Cisl e Uil chiedono che siano affrontate le questioni fondamentali dell'autonomia, della specialità, del federalismo e della riscrittura dello statuto speciale della Sardegna; i principali nodi che hanno impedito il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo prefissati negli anni, indicando per ciascuno di essi le modalità per il loro scioglimento; infine le macro scelte per lo sviluppo economico e sociale.
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