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359/2009
Intesa tra Unione delle Province Sarde, ANCI Sardegna, CGIL CISL UIL Sardegna sul bilancio sociale


Cagliari – La contrattazione territoriale sui bilanci sociali, predisposti da Comuni e Province, può diventare un modello importante per la riqualificazione del welfare locale, per la riorganizzazione della spesa pubblica e del prelievo fiscale locale e per ribadire il principio della centralità della persona con i suoi bisogni e le sue aspettative. Partendo da questo principio l’Unione delle province sarde, l’Anci Sardegna e Cgil, Cisl Uil regionali lunedì scorso hanno firmato un’intesasulla contrattazione sociale e territoriale. In pratica, d’ora in avanti ogni volta che comuni e province metteranno mano alle voci di bilancio per decidere di fiscalità locale, condizione degli anziani, servizi socio-sanitari, servizi pubblici locali, politiche abitative, servizi per l’infanzia e segretariato sociale, dovranno concertare con Cgil, Cisl e Uil territoriali e regionali
Il protocollo d’intesa è stato firmato da Roberto Deriu (Presidente dell’Unione delle province sarde), Umberto Oppus (Direttore Anci Sardegna), e dai segretari generali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil).
In questa particolare fase di crisi economica, nella prospettiva di un federalismo fiscale che dia più ruolo a Province e Comuni, secondo il sindacato è necessario intervenire per costruire una rete di sostegno pubblico ai redditi delle famiglie in difficoltà, l’imposizione fiscale deve essere improntata sul criterio della progressività individuando, per le famiglie numerose e quelle a più basso reddito da lavoro e da pensione, aree di esenzione e riduzione fiscale.
Nella fase attuativa dell’accordo verranno individuate apposite sedi in cui definire le modalità applicative e gli ambiti dove l’intesa troverà attuazione.
UPS, ANCI, CGIL CISL UIL Sardegna si attiveranno perché il confronto su questi temi si sviluppi in tutti i livelli territoriali lasciando la piena autonomia nella definizione delle priorità e nelle modalità di intervento agli Enti Locali.
A tal proposito le parti convengono sulla necessità di costruire un osservatorio regionale con il compito di monitorare l’andamento della Contrattazione Sociale Territoriale e di diffondere, in tutte le realtà locali, le buone pratiche realizzate.
L’intesa si articolain una premessa, sette paragrafi più la conclusione. Le materie principali della concertazione riguarderanno fiscalità locale, anziani e condizioni di non autosufficienza, integrazione socio sanitaria, servizi pubblici locali, politiche abitative, servizi per l’infanzia, diritto allo studio e segretariato sociale.

Pubblichiamo di seguito la «Premessa» con la spiegazione delle ragioni all’origine dell’intesa.

«In questi ultimi anni ci sono stati e continueranno ad esserci significativi processi di cambiamento nel sistema istituzionale italiano, la riforma del titolo V della Costituzione disegna un nuovo assetto istituzionale introducendo temi come il Federalismo e conferendo pari dignità a Stato, Regioni e Enti locali.
Contemporaneamente sono stati imposti dalle leggi finanziarie dello Stato una serie di vincoli che hanno ricreato un “neocentralismo” che di fatto vanifica la riforma stessa, è stato introdotto il patto di stabilità e di recente la mancata compensazione del taglio dell’ICI.
Oggi gli Enti locali registrano ripercussioni negative sui propri bilanci e hanno difficoltà a garantire i servizi primari, mentre i cittadini individuano nelle istituzioni territoriali il livello più prossimo e più adeguato a risolvere i problemi e a governare uno sviluppo sociale equilibrato.
Nella regione Sardegna è necessario ridefinire le regole della nostra autonomia nei confronti dello Stato e ritrovare, dentro le politiche del Federalismo Fiscale, un rinnovato ruolo degli Enti locali territoriali.

Al riguardo è indispensabile definire anche in Sardegna un assetto di federalismo fiscale interno, coerente con i principi dell’articolo 199 della Costituzione che prevede l’integrale finanziamento delle funzioni dei Comuni, attraverso tributi propri, la compartecipazione a contributi erariali e la perequazione. Nel recente passato i trasferimenti agli Enti Locali sono confluiti nel fondo unico che, per legge, deve essere rivalutato con la variazione delle entrate tributarie regionali. Nel prossimo esercizio le entrate tributarie regionali, a seguito della positiva conclusione della vertenza, cresceranno di oltre 1,3 miliardi di euro, cioè del 22,6%, cui, per legge, dovrebbe conseguire un incremento del fondo unico degli EE.LL. per oltre 130 milioni di euro. La Giunta ne ha riconosciuto solo 20 milioni di euro. Deve essere ripristinato quanto previsto dalla legge. Gli enti locali, per parte loro, si impegnino ad usare le maggiori risorse sul fronte delle politiche sociali e del sostegno all’economia.

Le Province e i Comuni devono diventare sempre più gli attori principali delle politiche di sviluppo e di welfare.
Il coinvolgimento delle Parti Sociali sarà fondamentale in questo processo di riforma.
La contrattazione territoriale sui bilanci sociali, predisposti dalle autonomie locali,può diventare un modello importante per la riqualificazione del welfare locale, per la riorganizzazione della spesa pubblica e del prelievo fiscale locale e per ribadire il principio della centralità della persona con i suoi bisogni e le sue aspettative.
In questo contesto i sindacati confederali sono chiamati ad assumere nuove forme di partecipazione e di responsabilità.

Questa crisi incide terribilmente sull'agricoltura e sui redditi delle imprese agricole e zootecniche, sull'occupazione e sull'economia e richiama tutti - istituzioni locali, regione, governo e forze economiche - a operare per contrastare questa deriva. La Regione ha il dovere di definire un Piano di iniziative straordinarie rivolte a mettere a disposizione risorse finanziarie per affrontare organicamente la crisi strutturale che investe il settore agricolo della Sardegna. Le Province sono pronte a dare una mano per rendere coltivato il territorio con progetti agro- eco – ambientali finalizzati alla produzione di derrate e alla conservazione del paesaggio con l’obiettivo di migliorare il benessere dei cittadini, la solidarietà sociale e la sostenibilità ambientale».

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