Cagliari – Un sistema di welfare equilibrato e diffuso costituisce precondizione per uno sviluppo duraturo. Perciò il sindacato ritiene necessario un forte governo unitario in ambito locale capace di programmare e gestire le seguenti politiche che dovranno essere decise ed indirizzate dalla Regione: contrasto alla povertà a sostegno di vecchi e nuovi poveri, in una logica di inclusione, facendo leva, in raccordo con i servizi per l’impiego, sullo strumento dell’inserimento lavorativo; crescita e diffusione in tutto il territorio regionale dei servizi per l’infanzia; rafforzamento del fondo per la non autosufficienza, migliorando l'assistenza domiciliare e quella integrata e sostenendo direttamente le famiglie che hanno in carico persone non autosufficienti; rafforzamento delle politiche per gli adolescenti e i giovani atte a garantire la promozione della persona e l’educazione alla socialità e a prevenire gravi fenomeni come l’abbandono scolastico, le condizioni di dipendenza e, talvolta, di devianza.
Nel campo delle politiche della salute le scelte di programmazione e di governo dovrebbero essere guidate dalla logica di riequilibrio territoriale.
«Se è vero - scrivono Cgil, Cisl e Uil -che la coesione sociale costituisce un presupposto per lo sviluppo economico, garantire alle zone interne lo stesso livello di organizzazione dei servizi delle aree urbane, diventa una scelta obbligata. Si tratta - in altri termini - di garantire i livelli essenziali di assistenza sociale e sanitaria, che devono essere universali, rivolti a tutti i cittadini, così come sancito dalla Costituzione».
La programmazione e la gestione delle politiche della salute dovrà prevedere le seguenti direzioni:
- interventi di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro, con la rimozione dei fattori di rischio e campagne di educazione alla sicurezza e alla salute. Queste dovranno riguardare sia i luoghi di lavoro, per puntare alla diminuzione della quantità inaccettabile di infortuni anche mortali, sia i luoghi di vita, a partire dalle scuole, per trasmettere stili di vita improntati alla prevenzione di molte malattie attraverso il controllo dell’alimentazione e pratiche corrette di attività fisica;
- rafforzamento della territorialità attraverso il potenziamento dei distretti e la diffusione di servizi alternativi all’ospedalità capaci di fornire risposte tempestive al bisogno di salute della popolazione. Una rete articolata di strutture sanitarie e socio riabilitative è infatti prioritaria per le persone e le famiglie, oggi costrette ad affrontare in solitudine problemi di non auto-sufficienza, anche temporanea, e di cronicità come sofferenza mentale, dipendenze e disabilità;
- una rete ospedaliera improntata alle esigenze della Sardegna e non solo al rispetto dei parametri nazionali sui posti letto. È prioritaria infatti la conciliazione tra le peculiarità socio geografiche della nostra Isola e la necessità di garantire prestazioni di livello ottimale. Si dovranno superare i viaggi della speranza, esterni ed interni al territorio regionale, attraverso una diffusione e un dimensionamento delle strutture ospedaliere nella regione adeguati alle diverse esigenze.
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