Cagliari – La coesione sociale rappresenta una precondizione per lo sviluppo: il livello di istruzione della popolazione e dei lavoratori, la qualità dei servizi territoriali, il rispetto della legalità, costituiscono fattori indispensabili per dare competitività al territorio. Non è possibile uno sviluppo economico basato esclusivamente su interventi sul sistema delle imprese e del lavoro: oggi più di ieri sono necessarie politiche che garantiscano la vivibilità del territorio, adeguati livelli di assistenza sociale e sanitaria, di istruzione, servizi per il lavoro moderni ed efficienti.
A tal fine, per quel che riguarda il sistema dell’istruzione, date le primarie competenze dello Stato, Cgil Cisl e Uil considerano indispensabile acquisire i poteri e le funzioni inerenti alla reale organizzazione della rete scolastica all'interno di un quadro normativo che garantisca diritti e doveri parametrati su standard minimi nazionali.
È altresì necessaria la riforma delle legge regionale sul diritto allo studio, che risale alla fase pre-autonomia delle istituzioni scolastiche. Sull’Università e la ricerca è indispensabile il collegamento con la società, i territori e le imprese. Si tratta di far sì che la ricerca non sia fine a se stessa, ma sia nell'ambito di quella pura e sia di quella applicata si producano risultati finalizzati alla crescita delle opportunità di lavoro e di sviluppo. È necessario un adeguamento delle strutture e dell’offerta scolastica e universitaria agli standard europei, compresi quelli della didattica e ricerca post-universitaria.
Non è sufficiente però solo una razionalizzazione del sistema per garantirgli maggiore efficacia, è urgente anche adottare misure e meccanismi di sostegno allo studio per i giovani.
Per dare maggiore qualità alla didattica e alla ricerca è indispensabile un monitoraggio dei risultati e l’adozione di incentivi. Bisogna dunque investire sul tutoraggio didattico, sull’orientamento e il placement, monitorando e valutando l’efficacia delle azioni. È necessario potenziare gli uffici universitari per il collegamento con il mondo delle imprese e la valorizzazione dei prodotti della ricerca.
Relativamente al sistema della formazione è invece necessario intervenire attraverso una serie di operazioni. A iniziare dalla revisione del sistema di accreditamento delle agenzie formative anche in linea con gli indirizzi e gli accordi Stato/Regioni, rivisto ponendo al centro la qualità del servizio, il reale rapporto con il territorio, l’efficacia della degli interventi realizzati. Per proseguire con la realizzazione di un sistema completo di servizi per il lavoro e delle reti informative capace di individuare l’evoluzione dei principali indicatori del mercato del lavoro. E’ necessarie anche mettere in cantiere un quadro di interventi rapidi per le situazioni a rischio dei lavoratori che vengono investiti dalla crisi delle imprese, favorendo i processi di riqualificazione ed incentivazione, prevalentemente rivolti a programmi di ripartenze produttive delle imprese di appartenenza. Necessario e urgente anche un piano straordinario immediato di intervento per la formazione iniziale di disoccupati o inoccupati che abbia l’obiettivo di proporre soluzioni di inserimento lavorativo. Infine la realizzazione di interventi di attenzione e sostegno alla formazione dell’apprendistato.
Politiche del lavoro
Le politiche attive del lavoro costituiscono un efficace strumento di stimolo per l’economia e di crescita per l’occupazione, in quanto finalizzate ad accrescere l'occupabilità delle forze lavoro e, più in generale, favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
In questa direzione particolare attenzione deve essere rivolta, con specifici interventi, alla condizione del lavoro giovanile e femminile, sia per gli alti tassi di disoccupazione, sia per l’urgenza di innestare nel mercato del lavoro e nelle attività produttive di servizio un valore aggiunto fondamentale rappresentato dalle professionalità di genere e giovanili.
|