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347/2009
Assemblea del popolo sardo/ 3. Alcune opzioni per lo sviluppo: industria e crescita locale


Cagliari – Il sistema produttivo della Sardegna è attualmente caratterizzato da diverse anomalie, alcune d’una patologia congenita e altre di più recente affezione. Per certi versi, almeno da una ventina d’anni a questa parte, quello sardo appare come un sistema ingessato, privo di motivazioni alla crescita, orientato più ad una resistente sopravvivenza che ad una propensione verso crescita e sviluppo.
Appare perciò necessario – secondo le OO.SS. - sostenere in Sardegna l’insediamento e la crescita dei settori produttivi, puntando all'attrazione d'investimenti esterni, anche attraverso l'utilizzo di un organismo snello ed efficiente (dando un diverso ruolo all'agenzia «Sardegna Promozione») specializzato nel marketing territoriale, che operi in raccordo con Sardegna Ricerche e con la Sfirs, privilegiando - attraverso un fattore di premialità - le nuove iniziative che rispondano all'obiettivo di coniugarsi con sinergie da filiera e con la struttura produttiva locale, sia nel settore primario che nelle produzioni manifatturiere di base.
Oltre all'attrazione degli investimenti esterni, è necessario alimentare la capacità autoctonadel sistema imprenditoriale sardo a crescere autonomamente, non ripetendo l'errore del passato di aver consumato consistenti risorse senza saperle rinnovare o far fruttificare.
Nell'ambito dell'agroalimentare sarebbe necessaria la creazione di «strutture» in grado di certificare e valorizzare la filiera produttiva agroalimentare e zootecnica (carne, latte e derivati, vino, olio, ecc.), prevedendo anche in agricoltura la logica dei distretti produttivi. In questo quadro operare per l’accorciamento della filiera produttore-consumatore, anche attraverso l’organizzazione della vendita diretta. Sulle nuove ipotesi di sviluppo, vanno favorite occasioni d’industrializzazione nel campo della bio-medicina, delle bio-tecnologie, della micro-meccanica e in quei campi in cui - come le energie rinnovabili - partendo dalle risorse della programmazione comunitaria può indirizzarsi la ricerca applicata (delle Università e di Polaris-CRS4), supportando le imprese in fase di start-up o gli spin-off.
In questo ambito, va verificata l'attuazione - attraverso l’aggiornamento dell’Intesa Stato/Regione - della realizzazione di investimenti produttivi in settori in espansione e tecnologicamente avanzati, come la cantieristica nautica o l’aerospaziale, con il coinvolgimento dei gruppi nazionali Fincantieri e Finmeccanica.
Per le caratteristiche del sistema produttivo, ma anche geografico-demografico, del territorio regionale, mentre il settore manifatturiero costituisce un ambito su cui intervenire specificamente, gli altri comparti (primario, artigianato, turismo, servizi, …) necessitano di un approccio integrato. Si tratta cioè di procedere all'interno di una logica di sviluppo integrato nel quale le diverse attività, sviluppandosi entro un quadro programmatico unitario, concorrono a creare reddito, occupazione e qualità della vita.
Le attività agricole oggi godono di un vantaggio competitivo legato all'immagine della Sardegna che però va messo a frutto attraverso la crescita aziendale verso la costituzione di vere e proprie imprese, dotate di capacità di relazionarsi con i mercati; la scelta in direzione di produzioni di alta qualità e accertata naturalità, oggi privilegiate dal mercato; l'assunzione della certificazione e della garanzia attraverso i marchi di filiera o territoriali.
Nella forestazione, oltre all'attività di tutela del patrimonio boschivo, è necessario sviluppare interventi di forestazione produttiva e valorizzazione delle attività boschive, di valorizzazione delle biomasse di origine forestale, e progetti di recupero e di sostegno ad attività tipiche, turistiche e ricreative, sviluppabili all'interno del bosco aperto.
Per quanto riguarda l’artigianato, in particolare nelle produzioni tipiche, il sindacato ritiene si debba agire con politiche volte alla crescita imprenditoriale: accesso al credito, commercializzazione, associazionismo, sono alcune delle principali opzioni per garantire una maggiore capacità di penetrazione sul mercato, inter-no ed esterno.
Nella gestione dei beni culturali è indispensabile proseguire nella costruzione delle condizioni di piena fruizione del rilevante patrimonio culturale regionale, spesso situato in luoghi di notevole pregio ambientale e paesaggistico, attraverso un più stretto legame tra l'offerta culturale/naturalistica con adeguati livelli di ricettività e ospitalità, un maggior raccordo tra le imprese di gestione verso la costruzione di un sistema in ambito ottimale.
Tutti comparti e attività che possono trovare importanti sbocchi di mercato nell'ambito dei flussi turistici, che annualmente si riversano sulle coste della Sardegna. Il turismo è stato un importante ed efficace motore per avviare la modernizzazione della società sarda, come occasione di nuovi investimenti immobiliari, di una rivoluzione nei trasporti, di un’evoluzione nelle professioni, di una trasformazione della stessa geografia antropica dell’isola con una triplicazione dei sardi residenti nelle località costiere.
Questo comporta che l’offerta - sia ricettiva che di servizi - dovrebbe adeguarsi, attraverso una necessaria rimodulazione delle strutture, in modo da renderle - per comfort e prezzi offerti - in linea con la nuova differente domanda.
È infine importante rinforzare il ruolo e la presenza pubblica nel settore, riorganizzandola anche per grandi aggregati territoriali, affinchè svolga in modo più efficace e coordinato le opportune azioni di promozione del territorio sui mercati esterni, che stimoli e indirizzi l’adeguamento delle attrezzature turistiche del territorio e la certificazione di qualità, spinga l’integrazione fra zone costiere e interne, organizzi la rete territoriale dei servizi all'utenza, raccolga e gestisca tutte le informazioni statistiche relative al territorio.

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