Cagliari – Pubblica amministrazione, energia, mobilità, sistema idrico e credito sono tra le principali criticità strutturali con cui la Sardegna deve fare i conti. «Le difficoltà registrate nell'attuazione dei programmi di sviluppo costituiscono – scrivono i sindacati nel documento base per il 30 novembre - una conferma dell'inadeguatezza dell' amministrazione pubblica, intesa come sistema complessivo delle istituzioni presenti sul territorio regionale, che si manifesta quotidianamente, ai diversi livelli, nei rapporti con i cittadini e le imprese».
CGIL CISL UIL ritengono sia necessario intervenire su alcuni aspetti: garantire una presenza adeguata dell'amministrazione statale e pubblica più in generale, tenuto conto delle peculiarità del territorio regionale; incentivare e sostenere il processo di associazionismo comunale per la gestione a livello di bacino di politiche e servizi a livello sovracomunale; proseguire nel processo di riforma dell'amministrazione regionale; prevedere forme di istituzionalizzazione dei rapporti partenariali a livello regionale e locale. In questo contesto, particolare rilievo assume il problema della lentezza nella spesa che si traduce nella importante dimensione dei residui passivi, una costante di tutti i bilanci della Regione Sardegna e di molti enti locali.
Energia
Per i sindacati l’energia rimane il primo e più importante nodo infrastrutturale da risolvere sia per riconfermare l’attuale apparato produttivo sia per implementarlo e diffonderlo. Gli obiettivi principali da conseguire «consistono – secondo i sindacati confederali - nel raggiungimento dell'autosufficienza energetica dell'Isola e nell'abbattimento del costo dell'energia elettrica, in modo da allinearlo con il costo medio nazionale». In questo ambito diventa prioritario per Cgil Cisl e Uil completare il processo di diversificazione del parco di generazione, riducendo ulteriormente la dipendenza dai derivati del petrolio; favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili (eolico, solare, biomasse), nel rispetto dei parametri produttivi già previsti nel piano energetico regionale; completare il progetto GALSI, condizione irrinunciabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo, e realizzare la rete di distribuzione interna per le imprese e per i cittadini; valorizzazione del carbone Sulcis, attraverso la realizzazione dell'integrazione del processo produttivo miniera - centrale, e lo sviluppo della ricerca per lo stoccaggio e la cattura del CO2, e per attività di sperimentazione di tecniche di utilizzo del carbone sostenibili.
Mobilità
Sulla complessa tematica dei trasporti e della mobilità, gli svantaggi derivanti dalla insularità richiedono su questa materia un'attenzione ancora maggiore rispetto a quella prestata in condizioni di normalità, quale quella delle altre regioni non insulari.
Il sistema infrastrutturale di trasporto deve garantire il diritto alla continuità territoriale per le persone e per le merci (costi e possibilmente tempi pari a quelli sostenuti nel resto del Paese). Per i trasporti esterni, bisogna quindi mantenere e migliorare il sistema di continuità territoriale aerea e marittima, nonchè prevedere la continuità territoriale marittima per le merci, con meccanismi da definire nel quadro di regole dell’Unione Europea. Per la mobilità interna, obiettivo principale delle politiche regionali, anche in attuazione dell'articolo 3 dello statuto della Regione, deve essere quello di prevedere un sistema intermodale basato sulle reti aeroportuale, portuale, ferroviario e viario, superando l'attuale deficit infrastrutturale,
Sistema idrico
Il processo di riforma del settore idrico in Sardegna, in attuazione della direttiva comunitaria 2000/60 e della normativa nazionale in materia, realizzato nella parte che disciplina la gestione della risorsa multisettoriale, è rimasto largamente inattuato nel Servizio Idrico Integrato e nel settore irriguo.
«Appare indispensabile ribadire – dicono i sindacati - che l'acqua è un bene pubblico, la cui proprietà e governo devono rimanere in capo alla Regione, così come la proprietà delle reti e degli impianti. In questo senso deve essere riformata la legge regionale 29 del 1996, separando il costo della realizzazione delle infrastrutture da quello relativo alla distribuzione dell'acqua». Inoltre , «Il nuovo gestore unico Abbanoa deve accelerare il processo di spendita delle ingenti risorse per l’ammodernamento delle reti e degli impianti, migliorando i processi di depurazione e distribuzione, eliminando perdite insostenibili che ricadono sui cittadini».
Credito
L’infrastrutturazione bancaria e finanziaria della Sardegna appare, per le esigenze attuali delle imprese e dei cittadini, inadeguata e le condizioni di accesso al credito svantaggiate.
Oggi, con l’intervenuta de-specializzazione bancaria e con le maxi-fusioni fra banche, sono sparite le banche regionali (con menti, guida e interessi in loco), mentre la Sfirs appare una sorta di ibrido, con un ruolo non ben definito tra società finanziaria di salvataggio di imprese in crisi e di società di revisione interna per la Regione. Per ridare al credito la funzione d’essere uno degli strumenti a sostegno dello sviluppo, sarebbe necessario per Cgil, Cisl e Uil attuare, innanzitutto, convenzioni con gli istituti bancari operanti nell’Isola, perché offrano prodotti finalizzati al consolidamento a medio termine dei debiti a breve, con particolare attenzione alla difesa dell’occupazione e alla ripresa degli investimenti nelle PMI operanti nell’isola; ridare alla SFIRS chiarezza di ruolo e di compiti, specializzandola nelle attività di «prestatrice» a tempo di capitale di rischio sia nella fase di start-up che nel sostegno di piani industriali finalizzati allo sviluppo quantitativo e qualitativo delle attività; promuovere il rafforzamento e il consolidamento attraverso processi aggregativi dei Consorzi Fidi, che portino a soggetti di particolare solidità e competenza.
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