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345/2009
Assemblea rappresentanze del popolo sardo/1 Le sfide della Sardegna dalla crisi alle opportunità


Cagliari – Sostenere, con l’apporto di tutte le rappresentanze economiche, sociali e istituzionali, una nuova fase dello sviluppo, del lavoro e delle libertà dei lavoratori e dei cittadini sardi è l’obiettivo principale della Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo in programma a Cagliari il prossimo 30 novembre.
Il sindacato, che ha organizzato questo appuntamento al quale potranno intervenire tutte le forze e le rappresentanze interessate a gettare le basi di una Sardegna veramente rinnovata, ha messo a punto un documento base che in queste settimane si sta discutendo in tutte le province nel corso di assemblee organizzate da Cgil, Cisl e Uil.
Il documento considera una prima urgenza: riscrivere il nuovo statuto della Sardegna. «Reinterpretare e riscrivere le regole dell’autonomia sarda alla luce del mondo del XXI secolo significa redigere – si legge nel documento unitario - il progetto di un modello statutario che coniughi insieme i bisogni della società isolana e i concetti di internazionalizzazione e di interdipendenza, capaci di integrare la società sarda con l’altro mondo continentale. Il concetto di specialità autonomistica, come interpretata dai Padri costituenti nel 1948, ha perso gran parte dei suoi contenuti per via del quadro federalista con cui oggi si va riformando lo Stato repubblicano e degli innegabili mutamenti intercorsi nella società sarda in questi decenni. L'autonomia in questo mutato quadro va quindi ripensata e la specialità ridefinita in senso federalista.
Cgil Cisl Uil ritengono che la specialità debba imperniarsi sul concetto di insularità, dunque sul binomio positivo di identità-diversità, ma anche sulla condizione di oggettivo svantaggio che fa gravare sul sistema sardo pesanti differenziali negativi.
La specialità dell’Isola dovrà quindi fondarsi sulla sua insularità, richiedendo statutaria-mente dei vantaggi (fiscali, economici, ecc.) che ne pareggino le condizioni competitive con le economie continentali, con particolare riferimento alla questione dei trasporti, della dotazione di infrastrutture, del sistema energetico».

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