Cagliari – Proviene dalla provincia di Cagliari il 47% (161 su 340) dei lavoratori inseriti nelle liste della mobilità in deroga e il 35% ( 641 su 1829) di quelli inseriti nelle liste della cassa integrazione in deroga: è quanto risulta dall’accordo firmato nei giorni scorsi tra l’assessorato regionale al lavoro e i sindacati regionali CGIL CISL UIL.
«Questo dato -dice Fabrizio Carta, segretario generale della Cisl territoriale di Cagliari - è la dimostrazione che, purtroppo, la crisi continua a colpire pesantemente la nostra provincia. Non ci sono le crisi di grandi aziende che caratterizzano un territorio e che riempiono le prime pagine dei giornali, ma una miriade di casi drammatici che coinvolgono quasi tutti i settori, da quello edile a quello metalmeccanico, dalle agenzie di viaggio, ai call center, dal turismo al commercio, dai trasporti, all’ambiente».
Tanti piccoli numeri che, sommati, fanno capire le difficoltà che vivono i lavoratori del cagliaritano con l’aggravante che la povertà a Cagliari colpisce ferocemente. « Infatti, in un’area metropolitana, qual è quella cagliaritana, il costo della vita, i prezzi e le tariffe sono notoriamente più alti. Se è quindi positivo – aggiunge Carta - che, con gli ammortizzatori sociali in deroga, si dia un parziale sollievo a lavoratori e aziende, non ci si può fermare perché occorre un rilancio dell’economia nella nostra provincia».
Le istituzioni (a partire dalla Regione, dai Comuni più grandi e dalla Provincia) ma tutto il sistema pubblico, secondo il dirigente Cisl, devono attivare iniziative e spendere le risorse per cercare di far ripartire l’economia: Le stesse aziende di credito devono fare di più a favore dei lavoratori e dei pensionati della nostra Provincia
«Per superare la crisi – conclude Carta - non si possono però ripetere gli errori del passato, puntando sul consumismo, sugli sprechi e su un uso del territorio sfrenato che crea solo danni e moltiplica gli effetti delle calamità naturali. Deve perciò nascere un nuovo modello di sviluppo che punti sui benefici dell’economia sociale, rispetti l’ambiente e il territorio e guardi al futuro delle giovani generazioni».
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