Cagliari – Credito bancario per mettere un «tigre nel motore» delle economie più povere e conseguenze delle delocalizzazioni dei centri decisionali delle Banche, la maggior parte delle quali acquisite da istituti di credito del centro-nord, con conseguente trasferimento in quelle aree del paese dei centri decisionali, e la difficoltà di accesso al credito per le imprese del sud Italia e delle isole. Questi i temi al centro dell’iniziativa dei bancari Cisl della Sardegna che hanno riunito, il 29 settembre scorso, banche, imprenditori, sindacati, consorzi fidi.
«L'attualità di questi argomenti – ha detto in apertura Tonino Usai, segretario generale Fiba Cisl Sardegna - è testimoniata dall'indagine che supporta l'iniziativa della Fiba Nazionale, peraltro con dati aggiornati al dicembre del 2007, quindi appena influenzati dalla crisi dei mutui sub-prime ed alla conseguente crisi dei mercati finanziari sviluppatasi lo scorso anno e, a nostro avviso, ancora in corso con tutte le nefaste conseguenze del caso».
Il Pil reale dell'isola nel 2007 rappresentava il 2,1% del PIL italiano e il 9,1% del Mezzogiorno, la crescita media annua nel periodo 2000-2007 è risultata dello 0,9%, leggermente superiore a quella del Mezzogiorno e inferiore a quella del Paese. Analizzando i settori produttivi possiamo affermare che nel 2007 la congiuntura del settore agricolo è stata complessivamente sfavorevole, in base ai dati ISTAT le quantità prodotte delle principali coltivazioni si sono ridotte del 2,9% su base annua. Nel Settore Industriale la congiuntura è risultata moderatamente positiva nella prima parte del 2007 per poi rallentare nel secondo semestre; nel 2008 il quadro congiunturale è peggiorato con l'accentuazione del rallentamento già osservato nella seconda parte del 2007».
Nel 2007 è proseguita la fase di debolezza del settore delle costruzioni in atto nel biennio precedente, soprattutto nei comparti dell'edilizia non residenziale e delle opere pubbliche, mentre l'edilizia residenziale si è ulteriormente sviluppata. Una indagine della Banca d'Italia del marzo 2008, su un campione di imprese regionali operanti nelle opere pubbliche, ha rilevato una diminuzione del valore della produzione. Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia su un campione di imprese del settore dei servizi non finanziari con almeno venti addetti, nel 2007 il fatturato è risultato in diminuzione rispetto all'anno precedente, in particolare nel commercio. La domanda per consumi in regione è rimasta debole e l'incremento delle vendite del comparto distributivo regionale è stato contenuto. In base alle rilevazioni di Unioncamere sui supermercati ed ipermercati, alla crescita dei ricavi del primo semestre 2007 è seguito un rallentamento nella seconda parte dell'anno, con una evoluzione più favorevole per le imprese della grande distribuzione ed un fatturato in diminuzione dello 0,7% per le strutture di dimensioni minori. Nel settore turistico è proseguita la ripresa avviata nel 2006. I dati delle Amministrazioni Provinciali rilevano un aumento degli arrivi e delle presenze dei turisti nelle strutture ricettive rispettivamente del 9,7% e del 5,1% con una sostanziale stabilità nel settore per il 2008.
«In questo quadro – ha aggiunto Usai - c'è poco da stare allegri, le manifestazioni e gli appelli su un progressivo impoverimento della popolazione sarda da parte della Cisl regionale sono quotidiani. In questa situazione di difficoltà il Credito deve creare le migliori condizioni per sostenere le imprese locali, aiutandole in questa sfavorevole congiuntura. Siamo convinti che un benessere dell'economia rappresenta un analogo benessere per le popolazioni e per gli istituti di credito presenti nel territorio».
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