home page
dies agenzia giornalistica della CISL sarda
   
   
   


L'unione sindacale regionale (USR)
Le federazioni regionali di categoria
Gli enti
I coordinamenti
   
Patronato: INAS
Formazione professionale: IAL Sardegna
Difesa dei consumatori: ADICONSUM
Turismo e tempo libero: ETSI
L'assistenza agli inquilini: SICET
Cooperazione e imprenditorialità: CENASCA
Assistenza fiscale: CAAF

299/2009
L’Esecutivo Cisl sarda rilancia il ricorso alla mobilitazione


Tramatza – Il sindacato non ha dimenticato la piattaforma delle rivendicazioni dei lavoratori, quella presentata nel giugno scorso durante l’assemblea dei quadri e delegati Cgil, Cisl e Uil eriproposta durante lo sciopero del 10 luglio scorso. La Cisl la considera tanto attuale che il suo comitato esecutivo – riunito a Tramatza il 22 settembre scorso - conferma il ricorso alla mobilitazione, con il coinvolgimento di CGIL e UIL, e con la partecipazione di tutti i territori e le categorie interessate fino al raggiungimento degli obiettivi fissati in quella piattaforma regionale.
I dirigenti Cisl, nel corso del dibattito, aperto dalla relazione del Segretario generale, Mario Medde, hanno evidenziato la gravità della condizione sociale ed economica della comunità regionale. Nella realtà sarda gli elementi di criticità sono chiari ed evidenti. Si chiamano aumento del numero delle persone in condizioni di povertà (320.000 circa), alto tasso di disoccupazione (11% circa, con uno 0,30% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno e con un calo di 6.800 occupati), quasi il doppio di quello nazionale (7% circa); caduta degli investimenti pari al 13,9% circa, contrazione del PIL (la cui performance negativa dura ormai da cinque anni), chiusura di numerosi impianti industriali e contestuale scomparsa di alcuni settori produttivi quali il tessile, l’agroalimentare, il minero-metallurgico. E tanto per non farsi mancare niente, perdura la crisi dei settori chimico, edile, metalmeccanico e di tutte le filiere del comparto agricolo.
Il sindacato ha organizzato nel solo mese di luglio tre manifestazioni. «L’azione di contrasto alla crisi che il Governo e la Regione hanno dichiarato di voler assumere risulta insufficiente ed inadeguata», ha rilevato l’esecutivo cislino. Che chiede l’adozione di strumenti e dati amministrativi adeguati. Il sindacato sollecita la Regione perché realizzi in tempi rapidi misure idonee a contrastare la povertà; strumenti adatti a rilanciare sviluppo e occupazione; il rilancio e la riforma della formazione professionale; il miglioramento del sistema scolastico regionale; la tutela delle fasce più deboli, quali gli anziani, i portatori di handicap, le persone non autosufficienti, le donne e i giovani disoccupati; il riordino e il rilancio del sistema sanitario; la bonifica, il presidio ed il governo del territorio.
Da sola la Sardegna non ce la farà mai a uscire dalla crisi. Di qui l’esigenza di riprendere urgentemente il confronto con il Governo nazionale.
La crisi del sistema produttivo, accentuata dall’assenza di interventi in materia di energia, trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali, risulta ulteriormente appesantita dalle decisioni relative all’organizzazione scolastica, alla presenza dello Stato sul territorio i cui effetti rischiano di aggravare la condizioni delle aree interne interessate da tempo dal fenomeno dello spopolamento. Un tavolo negoziale col Governo è irrinunciabile come la riscrittura dell’Intesa Stato-Regione dentro cui definire la difesa e il rilancio delle attività produttive anche con la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi in settori innovativi; un nuovo accordo per le infrastrutture; l’attuazione della riforma federalista e il nuovo presidio del territorio; l’attuazione degli Accordi già sottoscritti; un nuovo Accordo per rilanciare la ricerca, la sperimentazione e l’Università.

home page