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298/2009
Cisl: «Vale anche per la Sardegna l’imperativo categorico di fermare il calo dell’occupazione»


Cagliari - Anche in Sardegna, regione interessata da una lunga e grave crisi economica e produttiva, bisogna fermare il calo dell’occupazione (6000 unità in meno nel secondo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
«Si tratta di un obiettivo minimo possibile – secondo la segreteria regionale Cisl - considerato che la crescita economica sarà raggiungibile solo se sarà fermata la distruzione del lavoro, bloccato l’enorme spreco di ricchezza sociale rappresentata da 170.000 persone che vogliono lavorare, ma non ne hanno l’opportunità, e messo fine al precariato sistematico (anche nella pubblica amministrazione) e irregolare che in Sardegna ha ormai raggiunto il 22 per cento della forza lavoro».
Per il sindacato è, dunque, indispensabile un programma pluriennale per il lavoro che sostenga i redditi e alimenti la crescita economica e sociale e, nel contempo, valorizzi il patrimonio umano e professionale rappresentato da migliaia di giovani diplomati e laureati.
« La manovra finanziaria e di bilancio per il 2010, pur considerando il limite dei 300 milioni di euro come massa finanziaria manovrabile – che il sindacato ha chiesto di incrementare – deve incentrarsi – secondo la Cisl sarda - su misure finalizzate ad aumentare i finanziamenti per il lavoro e per le politiche attive per il lavoro con la garanzia della spesa in tempi rapidi. Un’esigenza, quest’ultima, ancor più attuale, giacché molte delle risorse della Finanziaria 2009 attendono di essere spese».

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