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295/2009
Cgil-Cisl-Uil: «Manovra finanziaria 2010 inadeguata»


Cagliari - La manovra finanziaria regionale per il 2010 è «inadeguata ad affrontare e contrastare la crisi produttiva, economica e sociale che interessa la Sardegna». Giudizio severo delle segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil sul documento programmatico e di bilancio presentato dalla Giunta». Secondo i sindacati la Sardegna potrà uscire dalla crisi produttiva , economia e sociale «solamente con il ricorso a straordinarie risorse finanziarie, accompagnate da provvedimenti legislativi – concertati con le parti sociali - coerenti con l’eccezionalità della situazione».
I segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca in una nota ribadiscono ancora una volta «l’urgenza che anche la programmazione delle risorse FAS – pari a oltre 2 miliardi di euro - e del Quadro Comunitario di Sostegno siano finalizzate alla creazione diretta e indiretta di opportunità di lavoro». Il sindacato ha più volte dichiarato la disponibilità a un accordo Giunta-Parti sociali a condizione che le direttrici finanziarie e programmatorie, che si intendono dare alla manovra di bilancio 2010, siano adeguate e rapportate alla drammaticità della crisi.
«Non deve illudere – dicono i leader sindacali regionali - la riduzione, rilevata dall’Istat, dello 0,3% del tasso di disoccupazione, in presenza di un preoccupante calo di 6000 occupati nel secondo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Cgil, Cisl e Uilchiedono la modifica della massa finanziaria spendibile da destinare alla lotta alla disoccupazione e all’avvio di politiche attive per il lavoro e alle politiche sociali.
«Si fa ancora più urgente – aggiungono Costa, Medde e Ticca - la necessità di un programma straordinario pluriennale per il lavoro e per lo sviluppo economico in grado di attivare risorse finanziarie provenienti da Stato e Regione. Parte fondamentale della lotta all’esclusione sociale e misura importante della qualità della vita in Sardegna è la riforma sanitaria, per la quale Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la richiesta dell’apertura di un tavolo specifico di contrattazione».

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