Cagliari - CGIL CISL UIL di Cagliari non assisteranno inerti al progetto di ridimensionamento delle sedi Inps. Le segreterie hanno dedicato nei giorni scorsi un’intera riunione all’argomento e hanno deciso che si riservano di mobilitare lavoratori e popolazioni.
I rimaneggiamenti riguardanti il territorio cagliaritano, includendo anche la provincia del Sulcis-Iglesiente, non sono di poco conto.
Per quanto riguarda Cagliari, considerato che per l’apertura di una agenzia è previsto un bacino di 50 mila abitanti, il progetto dell’INPS secondo i sindacati si può riassumere nei seguenti punti:
1) L’agenzia di Pirri è stata chiusa, ufficialmente per inidoneità dei locali, ma la volontà pare quella di chiuderla definitivamente
2) L’agenzia di Giba, per ora ancora in funzione, rischia la chiusura, soprattutto per carenza di personale, perché quello, attualmente impiegato, sarebbe utilizzato diversamente.
3) Iglesias resterà come agenzia complessa e Carbonia come agenzia normale.
4) Isili e Senorbi saranno chiuse e accorpate in un’unica agenzia normale a Mandas, in locali messi a disposizione gratuitamente dal Sindaco. Si consideri che, attualmente, gli invalidi civili di Isili, vengono visitati a Cagliari.
5) Quartu sarà una agenzia complessa, mentre nella sede di Assemini si dovranno creare sinergie, altrimenti essa diventerà un « punto cliente» che servirà solo come centro di raccolta, senza possibilità di elaborazione.
6) Nella Sede Provinciale di Cagliari verranno create 2 Agenzie (Cagliari Nord e Cagliari Sud) per la gestione settoriale dell’area metropolitana. E’ probabile che si abbia intenzione di accorpare Pirri e Mulinu Becciu e chiudere La Palma facendole confluire nelle 2 nuove agenzie da localizzare nella sede Provinciale.
«Secondo l’INPS – scrivono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Cagliari - la polverizzazione delle agenzie periferiche, senza direttori e responsabili vari, a detta dell’Istituto, farebbe solo scadere notevolmente la qualità servizi. La riduzione del decentramento, sarebbe finalizzata ad un recupero e rilancio dell’efficienza e si potrebbe darvi corso solo se ci fossero più risorse economiche e più personale a disposizione.
Si può anche condividere, in termini generali, l’osservazione che per sviluppare un nuovo
decentramento servono persone e risorse, ma in realtà anziché battersi per ottenere l’aumento del personale necessario, si presenta un progetto che, senza contropartite certe, impoverisce di servizi pubblici il nostro territorio e le zone più isolate, accrescendo il disagio delle popolazioni».
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