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291/2009
Stato d’agitazione lavoratori della sanità pubblica e privata. Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica: « Se non avremo l’incontro con l’assessore Liori, sarà mobilitazione dell’intero comparto socio-sanitario»


Cagliari - Lo stato d’agitazione dei lavoratori del comparto sanitario pubblico e privato è stato proclamato dalle segreterie regionaliCgil, Cisl e Uil della funzione pubblica. I sindacati con questa iniziativa accompagnano la richiesta, «un ennesimo sollecito di convocazione», di incontro rivolta all’Assessore regionale della Sanità. Se non ci sarà questa riunione i sindacati hanno già deciso di indire una giornata di mobilitazione dell’intero comparto sanitario e socio sanitario, pubblico e privato.
I contenuti in materia di sanità della recente legge 3/2009 (collegato) e del Programma Generale di Sviluppo della Giunta Regionale, e il susseguirsi di prese di posizione pubbliche contrastanti e contrarie da parte di diversi soggetti dei territori, «evidenziano – scrivono i segretari di categoria Giovanni Pinna, Antonio Masu e Adolfo Tocco - quanto stia crescendo la preoccupazione su futuro della sanità nella regione». I sindacati richiamano alcune novità: «Le Macro Aree, il futuro delle Asl svuotate della gestione dei servizi e dei presidi ospedalieri, la costituzione di nuove aziende ospedaliere, nascondono la scelta gravissima – dicono i sindacalisti - di trasferire alla gestione privata significative attività, attraverso un attacco al funzionamento e al lavoro della strutture pubbliche e la introduzione di norme che rischiano di rendere incontrollabile la stessa spesa sanitaria».
Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica temono che nei programmi regionali ci sia «la netta volontà di favorire la sanità privata e smantellare il sistema sanitario pubblico, nonostante la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità collochi ai primi posti della graduatoria la qualità e l’efficacia del sistema sanitario italiano».
«Abbiamo già chiesto e sollecitato – conclude la nota sindacale - un incontro sui problemi presenti nella sanità sarda, sia pubblica che privata, comprese le attività afferenti al terzo settore che rappresentano oggi il punto più critico del sistema per gli operatori. Nella sanità pubblica è già stato rinnovato il contratto e la regione sarda ancora non ha adempiuto alla prevista convocazione del sindacato. Nella sanità privata non è stato ancora rinnovato il contratto scaduto da ben 45 mesi! ed il terzo settore rappresenta la realtà lavorativa più precaria».

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