Oristano – All’appello sindacale ha prontamente risposto monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano.
«Gentili segretari generali di Cgil, Cisl e Uil,
Come vescovo sardo, raccolgo l’appello – scrive il presule arborense - perché unisca la mia voce nella richiesta di interventi efficaci per combattere l’emergenza della disoccupazione e dell’emigrazione da parte degli amministratori della cosa pubblica. Vi assicuro che la Chiesa non è la dirimpettaia del mondo. Il dove del mondo è anche il suo dove. L’autonomia reciproca della Chiesa e della comunità politica non esclude la loro collaborazione. Entrambe sono al servizio della vocazione personale e sociale dei medesimi uomini. Entrambe, perciò, si trovano unite e concordi nell’intento di sanare la piaga della disoccupazione e della precarietà del lavoro, dell’emigrazione, dell’esodo delle forze più fresche ed intraprendenti.
«Con i miei confratelli nell’episcopato – prosegue monsignor Sanna - sostengo ogni impegno nel sostenere i giovani, promuovere il lavoro, combattere le nuove e vecchie povertà. Nutro la convinzione che il lavoro e l’occupazione per tutti costituiscono la prima e più importante sfida per la società civile e quindi per la politica. Il dramma della disoccupazione è il dramma di un’identità perduta. E’ il lavoro che crea le condizioni per una crescita, uno sviluppo, un riscatto personale, familiare e sociale. E’ il lavoro che garantisce la piena libertà e dignità, l’assunzione e l’esercizio della responsabilità sociale e della cittadinanza attiva. Al contrario, le difficoltà di accesso all’esperienza lavorativa, la perdita del lavoro, la sua precarietà creano disuguaglianza, ingiustizie, sfruttamento, disagio sociale.
Le cifre dell’emergenza sociale e lavorativa sono molto gravi anche tra la gente della mia Diocesi, ma non devono suggerire la rassegnazione, bensì un impegno ancora più profondo e determinato da parte di tutti.Sono profondamente convinto che la povertà non è un fatto ineluttabile. Auspico, perciò, che i responsabili della cosa pubblica operino una più equa distribuzione delle risorse e delle opportunità. Uniti si vince. Divisi si perde. Il sistema Sardegna riguarda tutti, senza alcuna distinzione. Lavorare tutti e lavorare meglio è possibile. Per raggiungere questo fine la Chiesa non farà mancare il suo contributo di pensiero e di azione».
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