Cagliari – La grave situazione occupazionale, sociale ed economica della Sardegna richiede il concorso unitario e generale di tutte le componenti sociali, culturali e istituzionali. Anche della Chiesa sarda. Per questo i segretari generale di Cgil, Cisl e Uil hanno rivolto un appello all’episcopato sardo perché rinnovi agli uomini delle istituzioni e dell’economia l’invito a prendere finalmente in mano la questione sarda del lavoro.
I sindacati riconoscono che, soprattutto dal secolo scorso fino a oggi, i vescovi sardi non hanno mai fatto mancare, nelle forme e nei modi dettati dai tempi e dalle circostanze, la concreta solidarietà nei confronti delle popolazioni sarde nel disagio, nella povertà e nell’indigenza. Cgil, Cisl e Uil ricordano che autorevoli presuli e sacerdoti hanno speso gran parte della loro vita per aiutare gli ultimi del mondo. Alcune figure di benefattori hanno lasciato segni evidenti della loro azione sociale: padre G.B. Manzella, monsignor Emanuele Virgilio, monsignor Virgilio Angioni, padre Salvatore Vico solo per ricordarne alcuni.
«Negli ultimi anni – si legge nell’appello formulato da Medde, Costa e Ticca - l’attenzione dell’episcopato sardo si è spinta fino a far arrivare – attraverso gli uomini della pastorale del lavoro – messaggi diretti ai lavoratori impegnati in manifestazioni e scioperi generali». Il sindacato confederale ha molto apprezzato anche l’attenzione dedicata dal Concilio Plenario Sardo (2001) al problema del lavoro, considerato dai vescovi la «vera questione sociale», soprattutto per gli effetti psicologici, culturali ed etici provocati dalla disoccupazione giovanile. Inoltre Papa Benedetto XVI ha rilanciato proprio in questi giorni con l’enciclica “Caritas in veritate” la via cristiana allo sviluppo.
«L’emergenza sociale e lavorativa di questi mesi, con 34 mila persone ed altrettante famiglie che nell’ultimo anno hanno perso il lavoro, oltre 400 mila poveri, la ripresa dell’emigrazione giovanile, rendono nuovamente attuale – dicono i sindacati - l’intervento dei vescovi sardi perché dall’alto della loro funzione pastorale possano rinnovare agli uomini delle istituzioni e dell’economia l’invito a prendere finalmente in mano la questione sarda del lavoro».
Nella costruzione del bene comune e dello sviluppo locale, Cgil, Cisl e Uil ritengono questi mesi realmente strategici per rimettere in marcia il sistema Sardegna. « L’intervento autorevole dell’episcopato sardo per il diritto al lavoro e alla speranza per i giovani e le famiglie non può che segnare un aiuto umano e cristiano di indirizzo e vincolo etico per gli uomini che governano la cosa pubblica».
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