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248/2009
Seduta straordinaria del Consiglio regionale. Presentata piattaforma rivendicativa di Cgil, Cisl e Uil


Cagliari I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca - hanno presentato, durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale del 15 luglio scorso, la piattaforma rivendicativa per il rilancio dell’economia sarda, dello sviluppo e dell’industria. Ecco il testo integrale del documento:
Le Segreterie Regionali e Territoriali Confederali e di categoria hanno tentato nel corso di questi mesi di contrastare la desertificazione industriale dell'Isola.
Lo hanno fatto a partire dallo sciopero generale della Provincia di Nuoro dall'ottobre del 2008, per proseguireconilblocco dell'area industriale e dell'intera città di Porto Torres il 4dicembre scorso, ancora il 13 marzo 2009 con lo sciopero generale del Sulcis, per culminare con l'Attivo dei Quadri e dei Delegati dei settori produttivi e dei servizi a rete del 9 giugno che ha portato allo sciopero generale del comparto e alla manifestazione regionale a Cagliari del 10 Luglio u.s. che ha registrato una partecipazione straordinaria di lavoratrici, lavoratori, disoccupati, giovani e donne, pensionati di ogni parte dell'Isola.
Purtroppo il sommarsi di una crisi di lunga data e la recessione mondiale che ha colpito l'economia reale della nostra Regione e del Paese hanno impedito l'arrestarsi della crisi che ha travolto il fragile apparato industriale della nostra Isola.
In questo contesto il tasso di occupazione si è attestato al 49,4%, il tasso di disoccupazione è salito al 14,1% con una caduta dell'occupazione del 5,5% negli ultimi 12 mesi.
Nell'industria si è registrata una perdita di posti di lavoro di 10.000 unità negli ultimi 12 mesi, e ancora più consistente è stato il crollo nel settore dei servizi, dell’edilizia e dell’agricoltura con meno24.000 unità.
Tutti gli indicatori che consentono di leggere l'andamento dell'occupazione e del mercato del lavoro portano il segno negativo e confermano le peggiori previsioni.
Le domande di disoccupazione hanno registrato nel periodo gennaio-aprile 2009 un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo del 2008 passando da 3.437 a 13.584 con punte di +56% nel Nuorese e di +49% nel Sulcis e nel Sassarese.
La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria ha registrato un incremento del +87% con un numero di ore autorizzate pari a 831.766.
La cassa Integrazione Guadagni e la mobilità in deroga ha riguardato 354 imprese per oltre 4000 lavoratori interessati e le stime per il 2009 parlano di circa 10.000 lavoratori coinvolti.
La conferma di una crisi di lunga data del comparto è rilevata dai dati ISTAT sul valore aggiunto dell'industria in costante calo dal 2004, nonché dall'evoluzione del PIL regionale per gli stessi anni vicina allo zero.
L'assenza di una qualsiasi strategia di politica industriale in grado di governare le emergenze e rilanciare il comparto con nuove intraprese, ha acuito le diseconomie dei fattori di produzione, primofratutti il costodell'energia, accelerando i processi di disimpegno delle Multinazionali presenti nell'Isola e portando al tracollo economico e sociale intere comunità e territori.
Scelte scellerate, quali l'uscitadalla chimica dall'Italia, sostenute pervicacemente dall'ENI rischiano di rendere vana ogni ipotesi di sviluppo.
UNILEVER, RUSAL, ROCKWOOL, DOW CHEMICAL, INEOS, GLENCORE, BRIDGESTONE sono nomi e simboli dietro i quali sistanno consumando i drammi di migliaia di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie.
L'industria tessile è scomparsa dal panorama produttivo della Regione, l'agroalimentare continua a perdere impianti (Unilever, Sardegna Carni, Palmera e Formaggi Sardi).
Quella che si prospettava come la nuova frontiera dell'industrializzazione , la cantieristica navale, stavelocemente ridimensionando le prospettive di reinsediamento, dimensionamento e investimento sotto l'incalzare della crisi.
I distretti del marmo, del granito e del sughero sono attanagliati da fattori di crisi locale e internazionale, rilevanti parti del territorio sono di fatto escluse da qualsiasi processo di industrializzazione.
In un contesto di tale e tanta difficoltà CGIL CISL e UIL Regionali considerano la fermata dell'impianto del cracking di Porto Torres, annunciata dall'ENI per il 1° agosto, un atto di gravitàinaudita ai danni dell'interaSardegna e ne chiedono la revoca immediata. Ritengono inaccettabile che la multinazionale italiana, con una importante partecipazione azionaria del Governo, metta in essere comportamenti di stampo neocoloniale ai danni di una Regione e del Paese.
CGIL CISL UIL, consapevoli della responsabilità loro assegnata dal successo dell'iniziativa del 10 luglio 2009. ribadiscono le proposte già formulate in occasione dell'Assemblea dei Quadri e Delegati del 9 giugno e in particolare:

  1. la costituzione di un Comitato di crisi regionale che affronti, con decisioni politiche e atti amministrativi straordinari, le gravissime emergenze occupazionali e getti le basi per un nuovo e diverso modello di sviluppo.
  2. L’apertura di un tavolo nazionale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’esame delle vertenze che solo a tale livello possono trovare soluzione.
  3. L’attuazione dell’Accordo di Programma Quadro relativo al rilancio delle attività produttive cosi come stabilito nell’accordo firmato a Palazzo Chigi il 10 Luglio 2007.
  4. Un impegno del Governo sull’avvio di una nuova fase industriale che metta in sicurezza il ciclo del cloro, rispetti e attui l’Accordo di Programma sulla chimica del 2003, dia avvio ad un serio programma di bonifiche al fine di restituire alle comunità aree industriali e minerarie riutilizzabili in progetti di reindustrializzazione.
  5. L’approvazione in via definitiva della norma legislativa relativa all’istituzione del VPP (Virtual Power Plant ) stabilendone la vigenza fino a quando non saranno disponibili, nella Regione, valide alternative energetiche.
  6. Un progetto di sviluppo per aumentare la capacità del parco regionale impegnato nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
  7. Il rispetto e l’attuazione da parte della Regione degli impegni assunti con la società E.On circa la sostituzione dei due gruppi ad olio combustibile nel sito di Fiumesanto.
  8. Investimenti per l’ammodernamento della rete di distribuzione regionale dell’energia elettrica.
  9. Il rispetto dei tempi per la metanizzazione della Sardegna;
  10. Il completamento e l’implementazione delle infrastrutture nelle aree industriali;
  11. L’attuazione dell’Accordo relativo all’area industriale di Ottana.
  12. La radicale modifica della decisione di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) circa la soppressione del servizio merci Golfo Aranci – Civitavecchia.
  13. Un accordo di programma quadro per la realizzazione di un progetto per la continuità territoriale, rivolto alle persone e alle merci, con l’obiettivo di superare i differenzialieconomici legati alla nostra situazione geografica di insularità;
  14. Un agroalimentare di qualità chesviluppi le potenzialità dell'intera filiera del settore agricolo e zootecnico, con particolare riguardo al comparto lattiero caseario e all'allevamento suinicolo, che sappia coniugare il presidio del territorio, attraverso la valorizzazione delle risorse locali, lamultifunzionalità e le opportunità di sviluppo delle zone interne e costiere
  15. La progettazione e la realizzazione, con conseguente spendita delle risorse, per le opere necessarie all’ammodernamento del sistema idrico integrato della Sardegna.
  16. -La realizzazione, negli stessi tempi e modalità, delle opere inizialmente previste per il G8 nell’isola della Maddalena, assegnando priorità assoluta alla realizzazione della nuova strada Sassari - Olbia.
  17. L’avvio di un processo di formazione e riqualificazione che aiuti il reinserimento dei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro.
  18. L'impegno forte delle Istituzioni e delle imprese per la tutela dell'ambienteedella sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio.
  19. Riaffermano la necessitàche venga convocato con urgenza un tavolo nazionale a Palazzo Chigi per affrontare tutte le situazioni di crisi presenti in Sardegna, a tale scopo ritengono utile far coincidere la giornata del 17 Luglio con i due momenti di incontro, quello con le parti sociali e quello istituzionale sull’Intesa di Programma Stato – Regione, anche in orari diversi. A sostegno di tale richiesta decidono di intensificare le azioni di lotta nel territorio regionale e, se necessario, anche nella capitale.
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