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242/2009
Cgil, Cisl e Uil sanità pronte allo sciopero regionale


Cagliari – Cgil, Cisl e Uil sollecitano un nuovo incontro con l’assessore regionale della sanità per discutere i problemi più urgenti del comparto. Se non arriveranno risposte, prima stato d’agitazione e successivamente sciopero regionale della categoria. L'Esecutivo regionale unitario della sanità ha indicato il percorso dell’imminente mobilitazione. Il sindacato ha espresso una forte preoccupazione per gli orientamenti che emergono in materia di organizzazione del servizio sanitario della Regione, «in particolare alla luce delle recenti esternazioni fatte dall'Assessore della Sanità in occasione delle visite lampo in alcune realtà dell'isola».
«Inperfetta coerenza con l'impostazione del Governo – si legge in una nota firmata dai segretari regionali di categoria Giovanni Pinna (Cgil), Antonio Masu (Cisl) e Adolfo Tocco (Uil) -l'Assessore ha lanciato la caccia ai fannulloni in corsia, anche se ha dovuto riconoscere la grave carenza di personale infermieristico. Attendiamo alla prova dei fatti il comportamento conseguente e quindi un piano di assunzioni, compresa la stabilizzazione di tutto il precariato».
L'Esecutivo del comparto sanità ha espresso forte preoccupazione per l'incertezza sulle prospettive del sistema sanitario, anche alla luce delle politiche di welfare del Governo legate ad un modello di federalismo non solidale, e che perciò «rischia di scaricare – si legge nella nota sindacale - sulle regioni più deboli oneri insostenibili con ripercussioni sulla quantità e qualità dei servizi pubblici ai cittadini».
L'esecutivo ha espresso allarme per gli annunci diulteriori tagli ai postiletto, e sottolineato che il piano sanitario regionale approvato nella precedente legislatura aveva già operato una scelta di razionalizzazione sia per i grandi che per i piccoli ospedali, ma anche con scelte a favore del riequilibrio territoriale verso le Asl più carenti come ad esempio Olbia e San Gavino.
Il punto più critico resta la crisi degli organici, a cui le Asl rispondono con contratti precari e consulenze.
Secondo i sindacati di categoria, la crisi è ancora più acuta nei servizi esternalizzati, con situazioni di Cigs come nel caso dell'Aias e nelle case di cura Città di Quartu, Lay, Maria Ausiliatrice, Rosa del Marganai. Inoltre nella sanità privata da ben quattro anni nonviene rinnovato il contratto nazionale. «Nel terzo settore e nella cooperazione sociale è altissima – evidenzia l’esecutivo unitario - la precarietà nel lavoro, migliaia di operatori subiscono condizioni di lavoro indecenti con il ricatto del posto di lavoro».

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