Nuoro – Anche l’Ufficio regionale della Pastorale sociale e del lavoro ha invitato gli uffici diocesani a partecipare alla manifestazione del 10 luglio 2009. «Lo sciopero regionale indetto dai sindacati pone in evidenza ancora una volta – ha scritto in una nota il delegato regionale monsignor Pietro Borrotzu - i problemi che affliggono, ormai da troppo tempo, l’intera Isola».
I dati Istat del primo trimestre del 2009 dicono che la Sardegna ha perso in un anno 33.000 posti di lavoro, con una variazione negativa del 5,4% contro il -0,9 nazionale e il -1,8% del Mezzogiorno. Si tratta di un’emergenza, che ormai ha portato all’esaurimento le scorte di forza fisica e morale.
In Sardegna il tasso di disoccupazione è passato in dodici mesi dal 13,5 al 14,1%. Solo la Sicilia è riuscita a fare di peggio (14,3%).
«I dati non contengono – ha aggiunto il sacerdote - solo la freddezza dei numeri, ma descrivono anche l’aumento delle povertà, la nuova emigrazione, la minore sicurezza e la crescita della disperazione. Queste ragioni ci inducono a partecipare alla manifestazione del 10 luglio per rendere presente la comunità ecclesiale, nella condivisione delle ragioni e nella solidarietà ai lavoratori e alle famiglie maggiormente provati».
«L’inizio del G8 a L’Aquila costituisce per noi – ha detto inoltre il responsabile della pastorale sociale - una ragione ulteriore di partecipazione all’iniziativa per contribuire a rendere evidente, di fronte ai Grandi, il disagio dei disoccupati e la sofferenza dei poveri. Ci sollecitano le parole del Papa che nella nuova Enciclica sociale Caritas in veritate ricorda che è necessario assicurare il lavoro a tutti gli uomini, specialmente a chi vive nel bisogno, perché cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparità, nascono nuove povertà. Insomma le risorse ci sono, ma non sono ben distribuite e servono a garantire benessere e opportunità solo per pochi»
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