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239/2009
Dal 14 al 20 luglio settimana decisiva per il rilancio economico e produttivo del Nuorese


Nuoro – In sette giorni il sindacato nuorese gioca una partita importante per il rilancio dell’economia del territorio e per la soluzione di alcuni problemi strutturali per i lavoratori. Il prossimo 14 luglio a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, è previsto un vertice a cui il territorio affida un grande significato per il tema oggetto del confronto: cioè individuazione del percorso che dovrebbe portare al rilancio o alla riconversione del sistema tessile della Sardegna centrale. Il 20 luglio a Cagliari, in Regione, si discuterà delle sorti dei lavoratori colpiti dalla crisi e finiti in una cassa integrazione che avanza nella Sardegna centrale e che ha oramai toccato il limite di guardia delle 2.600.000 ore di somministrazione.
«L’ampia delegazione di lavoratori e di lavoratrici del nuorese presente a Cagliari allo sciopero generale dei settori produttivi – dice il segretario generale Cisl Nuoro, Ignazio Ganga - è il segno della complessità del sistema industriale e agroalimentare del territorio che soffre una crisi senza precedenti e stenta ad individuare una soluzione capace di alleviare il dramma degli oltre 2.200 cassintegrati. Le delegazioni delle decine di aziende interessate alla crisi della chimica, del tessile, del metalmeccanico, del comparto agroindustriale e del settore estrattivo della Sardegna centrale, attendono una risposta di natura politica dalla Regione sarda e dal Governo centrale, perché relative a vertenze per cui è necessario individuare una soluzione immediata, pena il rischio di un declino territoriale senza precedenti già evidenziato da alcuni segnali di preoccupante perdita di coesione sociale».
La Legler, la Equipolimers, l’Ideamotore, Ottana Energia, la Queen, l’Alsafil, la Lorica, il Consorzio Latte, il Salumificio Murru, la Cfm Sardegna, le aziende del sistema lapideo di Orosei, quelle del complesso estrattivo di Orani e molte altre ancora, «hanno il diritto di continuare ad esistere – aggiunge Ganga - e per questo le istituzioni competenti debbono fare la propria parte».
Il Sindacato nuorese e i lavoratori della Sardegna centrale, dallo sciopero del 10 luglio, rilanciano i contenuti della mobilitazione in corso sul territorio ed invitano la Regione Sarda e il Governo centrale a garantire politiche volte alla risoluzione delle criticità locali: dall’attuazione/definizione degli accordi delle intese e dei programmi già sottoscritti all’individuazione di forme che incrementino prospettive di sostegno alla famiglia e ai giovani attraverso forme di politica attiva per il lavoro e per la formazione. La Cisl chiede anche la predisposizione di meccanismi di attrazione di nuove imprese conincentivi fiscali, di basso costo dell’energia, nonché il rilancio delle realtà produttive in crisi, oltre al potenziamento dell’infrastrutturazioneprimaria e secondaria, del sistema delle reti e di quello del trasporto per i passeggeri e per le merci.

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