Cagliari - I dati della Sardegna contenuti nella rilevazione istat del primo trimestre 2009 attestano il crollo del tasso di occupazione al 49,4%, e il tesso di attività al 57,6%. Si è di fronte ai dati più bassi degli ultimi cinque anni. Il tasso di disoccupazione sale al 14,1%.
La lettura delle ultime rilevazioni sulle forze lavoro documenta una caduta dell’occupazione del 5,5% rispetto a dodici mesi fa. Oggi il numero degli occupati nell’Isola è simile a quello del gennaio 2004: 575 mila unità tra dipendenti e indipendenti.
È proseguita la perdita di posti di lavoro nell’industria (-10 mila negli ultimi dodici mesi), e – in valori assoluti – è ancor più consistente la debacle nel settore dei servizi (-24 mila) che, negli ultimi anni, tra occupazione precaria e saltuaria, aveva consentito la tenuta e addirittura la crescita degli occupati.
Un altro indicatore della situazione di crisi viene dall’inps. Le domande di disoccupazione ordinaria pervenute all’Istituto tra gennaio e aprile 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, hanno registrato un incremento del 44%.
Passano infatti da 9.437 a 13.584.
La punta record si registra nel Nuorese con +56%, il Sulcis Iglesiente e il Sassarese con +49%, Cagliari +38% e Oristano +17%.
Ricordiamo che il requisito per usufruire della disoccupazione ordinaria è due anni di anzianità assicurativa e almeno cinquantadue contributi settimanali nel biennio.
Restano stabili le domande di disoccupazione con i requisiti ridotti (è necessario avere settantotto giornate lavorative nell’anno precedente e un contributo settimanale nel biennio).
Il numero delle domande con i requisiti ridotti è stato di 36.766 richieste, con un incremento del 7% nell’Iglesiente come punta record.
Altro indicatore che attesta il precipitare della crisi produttiva è l’utilizzo della cassa integrazione.
In questi primi mesi del 2009 la cassa integrazione guadagni ordinaria ha registrato, rispetto ai primi 4 mesi del 2008, un incremento di +87%, con un numero di ore autorizzate pari a 831.766.
La cassa integrazione straordinaria, sempre in questo periodo, ha registrato un incremento del 5%, con un numero di ore autorizzate di 988.166.
Questo ultimo dato non appare preoccupante solo perché, rispetto alla cigs, straordinaria, è in campo un altro strumento, la cigs e la mobilità in deroga, che risulta essere più conveniente per le imprese e per queste ragioni più utilizzata: sino a questo momento sono 354 le imprese che ne hanno fatto richiesta per un totale di 4.000 lavoratori. Ma le aspettative segnalate a livello territoriale indicano in 10 mila i lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali in deroga.
A fronte di una situazione sempre più drammatica, che vede migliaia e migliaia di lavoratori perdere il posto di lavoro o utilizzare, in continuità di rapporto, gli ammortizzatori sociali, c’è anche un numero sempre più consistente di giovani che da inoccupati non riescono ad accedere a un posto di lavoro.
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