Cagliari - I sindacati del settore industria e dei servizi a rete il 10 luglio sciopereranno contro lo smantellamento di tutto l’apparato produttivo isolano ; le morti, gli infortuni sul lavoro e le politiche degli appalti al massimo ribasso; disoccupazione e nuova emigrazione; aumento delle povertà e smantellamento del sistema formativo. I sindacati chiedono alla Giunta di darsi una strategia anticrisi e al Governo nazionale la riapertura di un tavolo istituzionale dove affrontare le molte questioni aperte necessarie a riposizionare la Sardegna per renderla in grado di ripartire con slancio dopo l’attuale tempesta economica e monetaria. «La nostra isola – ha detto Mario Medde venerdì 3 luglio durante la conferenza stampa organizzata da Cgil, Cisl e Uil per presentare motivazioni e organizzazione dello sciopero – rischia di non essere competitiva quando ripartirà l’economia nazionale e internazionale». Per i sindacati il 10 luglio è una data importante: sarà il primo sciopero generale unitario da 6 anni e mezzo. «Parte una stagione di mobilitazione e di lotta – hanno detto i segretari generali Medde (Cisl), Costa (Cgil) e Ticca (Uil) – per rafforzare l’apertura di un confronto tra Governo-Regione-parti sociali ed economiche, dopo un sostanziale immobilismo che ha caratterizzato governi di centro destra e centro sinistra». Critici i segretari generali con la Giunta regionale, che non ha mantenute le promesse fatte in campagna elettorale, compresa la concertazione, ignorata sul recente collegato alla Finanziaria. In segno di protesta i segretari generali Medde, Costa e Ticca il 3 luglio non hanno partecipato all’incontro della Giunta con i sindacati per l’illustrazione del piano regionale di sviluppo.
Sono 16 le rivendicazioni messe sul tavolo della protesta da Cgil, Cisl e Uil. In cima alla richieste una nuova politica industriale che parta dal consolidamento dell’apparato esistente. Quindi il rispetto delle norme per la tutela dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro, l’avvio dei lavori di bonifica dei siti industriali; l’apertura immediata di un tavolo alla Presidenza del Consiglio dei ministri sull’emergenza sarda; il rilancio della ricerca e della sperimentazione; una nuova intesa istituzionale di programma stato-regione e un Accordo di programma quadro riveduto e corretto per il rilancio delle attività produttive. Impegno del governo sul rilancio della chimica e del tessile sardo,sviluppo dell’intera filiera del settore agroalimentare e il rilancio delle zone interne, utilizzo del Carbone Sulcis per la produzione di energia pulita; metanizzazione della Sardegna sono alcuni dei principali punti della piattaforma vertenziale di Cgil, Cisl e Uil regionali.
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