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226/2009
Anche il mondo imprenditoriale, della cooperazione e delle professioni aderisce allo sciopero generale del 10 luglio 2009. Alla manifestazione interverranno 10 mila lavoratori


Cagliari - Anche il mondo imprenditoriale, delle professioni, della cooperazione, le rappresentanze del settore agricolo aderirà allo sciopero generale dell’Industria e dei servizi a rete proclamato e programmato da Cgil, Cisl e Uil della Sardegna nella giornata di venerdì 10 luglio prossimo.
Il sì alla all’iniziativa sindacale è stato dato mercoledì 2 luglio scorso da Confindustria, Api sarda, Lega delle cooperative, Coldiretti, Confagricoltura e Confapi intervenute all’incontro organizzato dalle tre OO.SS. confederali. L’adesione formale e le modalità di partecipazione saranno decise nei prossimi giorni dai direttivi delle singole organizzazioni.
E’ destinato, perciò, ad aumentare il numero dei partecipanti allo sciopero generale del 10 luglio. Cgil, Cisl e Uil hanno messo in moto una macchina organizzativa che porterà nelle strade di Cagliari e in piazza del Carmine, dove si concluderà la manifestazione, non meno di 10 mila lavoratori.
Ai sindacati regionali, che in questi giorni incontrano tutte le realtà organizzate dell’isola, continuano a pervenire le adesioni, anche delle istituzioni. Venerdì 9 luglio, al palazzo regio di Cagliari, assemblea generale dell’Unione delle Province Sarde (UPS) per ufficializzare la partecipazione allo sciopero. Contatti sono in corso anche con gli organismi dirigenti dell’ANCI Sardegna.
“La partecipazione unitaria delle forze sindacali, professionali, imprenditoriali, della Cooperazione e delle Istituzioni rafforza - hanno detto i segretari regionali Piero Cossu (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) - la posizione complessiva dell’isola nei confronti del Governo e rappresenta una sollecitazione ulteriore all’apertura di un tavolo a Palazzo Chigi sulla vertenza-Sardegna”.
Lo sciopero del 10 luglio 2009 segna anche l’inizio di una mobilitazione del sindacato che, nel prossimo autunno, convocherà il Congresso del popolo sardo – con tutte le forze sociali, economiche, partitiche, culturali - per elaborare una piattaforma politico-programmatica rivendicativa nei confronti dello Stato e dell’Unione Europea.

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