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225/2009
Continua il grido d’allarme della Fiba-Cisl: «Si investe poco in sicurezza»


Sassari – Si investe poco in sicurezza. E’, questa, una delle sconsolate ma anche arrabbiate considerazioni del sindacato dei bancari Cisl dopo l’ultimo colpo messo a segno dai rapinatori contro un’agenzia del Banco di Sardegna. «L’ennesima rapina – ha dichiarato Sergio Mura, Segretario Provinciale della Fiba-Cisl di Sassari – suona particolarmente come una beffa». Nei confronti delleautorità pubbliche, «che continuano a lasciar cadere nel vuoto il nostro appello ad affrontare il problema delle rapine con il contributo del sindacato; della collettività che prima di entrare in banca deve ormai incrociare le dita; e delle aziende di credito che pur di risparmiare sono disposte a subire le rapine impunemente».
«Il rischio che corre il rapinatore quando effettua una rapina – ha detto Sergio Mura – è identico sia che rubi 5.000 Euro, sia che ne rubi 500.000. Le variabili che lo spingono a porsi con così tanta spregiudicatezza nei confronti di questo rischio è… che il rischio non esiste proprio! Lo smantellamento di molti presidi legati alla sicurezza da parte delle banche e la trascuratezza con cui si affronta il problema delle rapine sono vere armi improprie nelle mani dei rapinatori che sentono di non rischiare quasi nulla. Perciò oggi ogni rapina val la pena di essere tentata, a prescindere dal risultato».
«E’ tempo – ha proseguito Sergio Mura – che si riprenda a ostacolare seriamente il fenomeno, facendo in modo che almeno i rapinatori da quattro soldi, quelli peggiori e più pericolosi, non possano rapinare le banche con la semplicità con cui si preleva ad un bancomat. In questo non aiuta l’accordo stipulato tra Prefettura e ABI (Associazione delle Banche Italiane), senza neppure avvertire il bisogno di chiedere il parere dei sindacati che sulle banche avrebbero parecchie cose da dire».
«Si stanno eliminando le porte di sicurezza e si stanno adottando ridicole porte col sensore come i comuni supermercati - ha concluso Sergio Mura - sono state mandate a casa tutte le guardie, a volte non si riparano i metal-detector, non sempre si utilizzano le casseforti a tempo, si spende sempre meno in sicurezza».

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