Cagliari – Le criticità del sistema Sardegna, l'assenza di politiche efficaci, l'incapacità di spendita della Regione, più volte denunciate in questi ultimi anni dalla CISL e che hanno portato il sindacato a uno stato di mobilitazione costante, unite ai primi effetti della crisi internazionale, hanno avuto un esito devastante sul mercato del lavoro regionale. La conferma viene dagli ultimi dati Istat, relativi al primo trimestre 2009, pubblicati il 19 giugno scorso. Sono i peggiori di tutto il Mezzogiorno. Crollano il tasso di occupazione, 49,4%, e il tasso di attività, 57,6%, (sono i dati più bassi degli ultimi cinque anni), mentre il tasso di disoccupazione supera nuovamente quota 14%.
E' questa in sintesi la drammatica lettura delle ultime rilevazioni sulle forze lavoro, con una caduta dell'occupazione del 5,5% rispetto a dodici mesi fa. Oggi il numero degli occupati nell'Isola è uguale a quello di 5 anni fa, gennaio 2004, 575 mila unità tra dipendenti e indipendenti.
E' proseguita la perdita di posti di lavoro dell'industria (- 10 mila negli ultimi dodici mesi), ma - in valori assoluti - è evidente la debacle del settore dei servizi (- 24 mila) che, negli ultimi anni, tra occupazione precaria e saltuaria, aveva consentito la tenuta e addirittura la crescita degli occupati.
Alla luce di questi dati, si rafforza l'esigenza di affrontare le emergenze e nel contempo di costruire un percorso di ripresa nel medio periodo, aprendo immediatamente il tavolo di confronto tra Regione e parti economiche e sociali, volto ad individuare interventi il più possibile rapidi ed efficaci.
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