Sanluri – Il sindacato non vuol restare spettatore passivo di una crisi dilagante, che interessa tutti i settori produttivi della Provincia del Medio Campidano. E’ necessario che le istituzioni ai vari livelli, con il coinvolgimento delle forze sociali, mettano in atto con la massima urgenza le necessarie contromisure. Intanto il sindacato si muove e il 18 giugno ci sarà una riunione unitaria di Cgil, Cisl e Uil per promuovere una serie di iniziative di mobilitazione.
I rappresentanti dei settori dei metalmeccanici, dei chimici, dell’agroindustria e degli edili hanno esaminato nei giorni scorsi i problemi derivanti dalla progressiva riduzione delle attività industriali, agroindustriali e dell’edilizia, che rischia di determinare effetti drammatici, in un tessuto economico sociale già fortemente provato.
La grave crisi che si è abbattuta sull’economia mondiale si sta riversandocon particolare incidenza sulle aree strutturalmente più deboli, innescando una fase recessiva che rischia, se non si interviene tempestivamente, di diventare irreversibile.
L’azienda Portovesme Srl di San Gavino ha sospeso l’attività produttiva e messo in cassa integrazione oltre cento lavoratori; la soppressione della tratta ferroviaria Civitavecchia- Golfo Aranci mette a forte rischio la permanenza di aziende come la Keller che, pur attraversando una fase positiva grazie alle importanti commesse nazionali e internazionali, si troverebbe costretta a chiudere e a spostare la produzione in altri siti se manca questo essenziale servizio.
La chiusura della miniera di Furtei ha determinato la perdita di circa cinquanta posti di lavoro e provocato gravi danni sul piano ambientale, tanto che si rende necessario intervenire con urgenza per attuare un piano di bonificavolto al ripristino e alla valorizzazione del territorio.
Il licenziamento di circa 20 lavoratori da parte della Ceramica Mediterranea Spa è un ulteriore elemento dello stato di crisi.
Non meno drammatica è la situazione dell’agroindustria, che dovrebbe caratterizzarsi come settore trainante del territorio, a vocazione agropastorale. Il calo nella produzione delle materie prime tradizionali sta compromettendo fortemente l’attività di diverse aziende di trasformazione, come il Consorzio Cereali,prossimo alla chiusura con la messa in mobilità di diversi lavoratori, e il Caseificio di San Gavino, dove si è proceduto allicenziamento di diverse unità lavorative.
Un settore di importanza peculiare per gli effetti che produce sull’intero tessuto economico è l’edilizia, che interessa alcune migliaia diaddetti e dove nell’arco di un anno si è verificato il dimezzamento delle attività. «Gli effetti disastrosi sul piano occupazionale sono facilmente intuibili, ma potrebbero essere attutiti – dice il segretario generale Cisl, Edoardo Bizzarro - con l’impiego di finanziamentiper la costruzione di opere infrastrutturali e di servizi, già avviatao da avviare nell’immediato».
In una situazione così drammatica, risulta fondamentale ricercare l’unità dei lavoratori per sostenere con più forza la necessità di maggiore sviluppo e maggiore occupazione. Per questo si è ritenuto necessario prevedere una riunione unitaria delle Segreterie di Cgil, Cisl e Uil delComparto Industria del Medio Campidano , che si terrà il prossimo 18 Giugno e che si inserisce nella vertenza avviata il 9 Giugno 2009 dalle Segreterie Confederali Regionali con l’Assemblea dei quadri dei delegati dei settori produttivi.
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