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208/2009
La mobilitazione dei lavoratori per promuovere una nuova fase dello sviluppo dell’Isola


Cagliari – I prossimi mesi saranno decisivi per il lavoro e lo sviluppo della Sardegna. Per questo non c’è tempo da perdere per collocare il lavoro al centro dell’iniziativa politica e legislativa della Sardegna. «Ma dalla crisi se ne uscirà positivamente – dice il segretario generale Cisl, Mario Medde - se sapremo tutti costruire le alleanze necessarie e l’unità delle istituzioni e delle rappresentanze economiche e sociali per favorire una svolta che necessita di risorse finanziarie, di progetti qualitativamente adeguati, di efficienza ed efficacia nella spesa».
Per questo il sindacato sardo ha mobilitato i lavoratori, primariamente quelli che vivono una condizione lavorativa precaria nei siti industriali dell’Isola. Gli obiettivi della lotta non si fermano alla gestione dell’emergenza, ma propongono strategie fondate sulla partecipazione dei lavoratori all’innovazione tecnologica e al cambiamento necessario per essere competitivi anche nei mercati internazionali. «La chimica, la metallurgia, il tessile, l’agroalimentare rappresentano un patrimonio che va rafforzato e inserito in una nuova strategia di politica industriale, dice Medde.
La mobilitazione dei lavoratori è indispensabile in due direzioni: per sollecitare le direttrici e gli obiettivi di un nuovo sviluppo e per riaprire il confronto con il Governo a Palazzo Chigi, e nel contempo rafforzando la presenza degli interessi sardi a Bruxelles.

 

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