Cagliari – Un patto per la crescita economica e per la promozione del lavoro. La Cisl sarda propone un patto tra forze sociali-economiche-istituzionali per attraversare la crisi internazionale con un danno minimo e far ripartire la crescita economica in Sardegna. Il sindacato di via Ancona considera questo accordo uno strumento indispensabile per fare sistema, per avviare progetti qualitativamente adeguati, per spendere presto e bene le ingenti risorse finanziarie a disposizione, e per contribuire tutti, ciascuno nella propria responsabilità, a tutelare le condizioni di vita e di lavoro e a creare le basi per una nuova fase di sviluppo in Sardegna.
È sempre di più allarme occupazione nell’Isola. I nuovi dati documentano il precipitare della crisi economica e impongono urgenti e immediati interventi per attutirne l’impatto e per rilanciarele attività produttive e il lavoro. Infatti le domande di disoccupazione ordinaria pervenute all’Inps tra gennaio e aprile 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, hanno registrato un incremento del 44%. Passano infatti da 9.437 a 13.584.
La punta record si registra nel Nuorese con + 56%, il Sulcis Iglesiente e il Sassarese con +49%, Cagliari +38% e Oristano +17%.
Ricordiamo che il requisito per usufruire della disoccupazione ordinaria è 2 anni di anzianità assicurativa e almeno 52 contributi settimanali nel biennio.
Restano stabili le domande di disoccupazione con i requisiti ridotti (è necessario avere 78 giornate lavorative nell’anno precedente e un contributo settimanale nel biennio).
Il numero delle domande con i requisiti ridotti è stato di 36.766 richieste, con un incremento del 7% nell’Iglesiente come punta record.
Altro indicatore che attesta il precipitare della crisi produttiva è l’utilizzo della cassa integrazione.
In questi primi mesi del 2009 la cassa integrazione guadagni ordinaria ha registrato, rispetto ai primi 4 mesi del 2008, un incremento di +87%, con un numero di ore autorizzate pari a 831.766.
La cassa integrazione straordinaria, sempre in questo periodo, ha registrato un incremento del 5%, con un numero di ore autorizzate di 988.166.
Questo ultimo dato non appare preoccupante solo perché, rispetto alla Cigsstraordinaria, è in campo un altro strumento, la Cigs e la mobilità in deroga, che risulta essere più conveniente per le imprese e per queste ragioni più utilizzata: sino a questo momento sono 354 le imprese che ne hanno fatto richiesta per un totale di 4.000 lavoratori.
«A fronte di una situazione sempre più drammatica – scrive il segretario generale Medde in una nota - che vede migliaia e migliaia di lavoratori perdere il posto di lavoro o utilizzare, in continuità di rapporto, gli ammortizzatori sociali, c’è anche un numero sempre più consistente di giovani che da inoccupati non riescono ad accedere a un posto di lavoro».
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