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192/2009
Inizia il 9 giugno la mobilitazione sindacale per il rilancio dell’industria e delle attività produttive


Tramatza – Il prossimo 9 giugno si svolgerà la prima tappa del percorso di mobilitazione e di lotta per rilanciare il comparto industriale e di tutti i settori produttivi dell’isola. Le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil della Sardegna il 28 maggio scorso hanno esaminato, a Tramatza, la drammatica situazione industriale e delle attività produttive in Sardegna.
La desertificazione produttiva in atto in tutti i territori dell’Isola, e in particolar modo nelle aree industriali, attesta una difficoltà che rischia di travolgere definitivamente anche le speranze di rilancio dell’economia sarda, in difficoltà sia per le storiche diseconomie sia per la recessione internazionale che sta colpendo inesorabilmente chimica, tessile, metallurgia, agroalimentare. «Non c’è più tempo da perdere per la politica e le istituzioni regionali e nazionali» è il messaggio lanciato dai sindacati al mondo politico.
Mille delegati e dirigenti del settore industriale e dei servizi a rete - in particolare provenienti dalle fabbriche dei punti di crisi di tutta l’Isola - parteciperanno alla grande assemblea (inizio ore 9,30 nella sede dell’hotel Mediterraneo).
«Sarà un momento molto importante non solo per il sindacato, ma anche per tutta la Sardegna», si legge inuna nota diffusa al termine della riunione unitaria. «Si tratta, infatti, di sollecitare una svolta nelle politiche per lo sviluppo e il lavoro e per riaprire in tempi rapidissimi il tavolo di confronto a Palazzo Chigi tra Governo, Giunta regionale e parti sociali. In una situazione di notevole e difficile crisi internazionale le aree deboli come la Sardegna possono, infatti, praticare una strategia di rilancio economico solo se questa verrà accompagnata da una forte e diffusa partecipazione di popolo».
L’assemblea del 9 giugno 2009 deciderà anche la successiva iniziativa di mobilitazione e di lotta entro i primi giorni del mese di luglio. «Queste iniziative – scrivono Cgil, Cisl e Uil - assumono una valenza ancora più rilevante in considerazione dei tragici avvenimenti che hanno portato alla morte dei 3 lavoratori nello stabilimento Saras di Sarroch. La mobilitazione e la lotta dei lavoratori della Sardegna avrà dunque anche un significato di forte protesta contro le morti bianche e di proposta per un lavoro sicuro e dignitoso».

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