Cagliari – «Non è per un’inesorabile maledizione biblica che si verificano gli incidenti sul lavoro. Sicuramente anche quello che è costato la vita a tre operai di una ditta esterna impegnati in lavori di manutenzione alla SARAS. Una cosa è certa: il sindacato non sarà mai un impassibile ragioniere di morti bianche, ma chiederà che la Magistratura e l’INAIL facciano piena luce sull’incidente che ha strappato tre lavoratori alla vita e alle famiglie, alle quali la CISL si unisce nel dolore». Il segretario generale della Cisl sarda ha commentato con queste parole la notizia della morte di Gigi Solinas, Daniele Melis e Bruno Muntoni, tre operai della Comesa, fulminati alle 13,50 di martedì 26 maggio dalle esalazioni, mentre alla Saras si apprestavano alla manutenzione di un silos di Mhc1.
«La nuova tragedia ripropone – ha detto Medde - l’esigenza di creare sistemi di prevenzione e di sicurezza sul lavoro. Un impegno politico e morale che vale per tutti gli imprenditori e le aziende, ma ancor più per le imprese di maggiori dimensioni e a più forte rischio diretto e indiretto per i lavoratori e i centri abitati in cui si trovano».
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