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176/2009
I problemi della Sardegna al Congresso nazionale confederale della Cisl


Roma – Dalla crisi economico sociale si esce con un grande sforzo unitario delle istituzioni, delle forze politiche, sociali ed economiche. In Sardegna tutto questo è ancora più vero e profondo, poiché si è di fronte a un processo di desertificazione produttiva, di disagio sociale e di impoverimento delle persone e famiglie.
I problemi più attuali dell'isola sono riecheggiati sabato scorso durante i lavori del Congresso nazionale della Cisl.
Il segretario generale Cisl Sardegna, Mario Medde, nel suo intervento ha detto che «E' in atto in Sardegna una drammatica questione sociale riguardante la crisi del lavoro, che necessita di uno sforzo corale e collettivo; in primo luogo dello Stato e della Regione».
In questa direzione è indispensabile l'apporto del sindacato unitario nazionale e riaprire il confronto Stato Regione e le parti sociali.
Gli obiettivi prioritari devono essere: un patto di responsabilità per il Sud, il riconoscimento dello status di insularità per recuperare le situazioni di svantaggio strutturale, la lotta alla disoccupazione e alla povertà, l'inclusione sociale e la non autosufficienza, la continuità territoriale per la Sardegna.
Infine Medde ha evidenziato due appuntamenti significativi: la mobilitazione unitaria del 9 giugno dell'industria e dei servizi a rete e l'iniziativa delle associazioni della Carta di Zuri per il 20 Giugno, con il G8 dei Poveri a La Maddalena.

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